
Correva il mese di agosto quando Nora Illi venne fermata dalla Polizia comunale di Lugano mentre mangiava una pizza in un ristorante di Piazza Rezzonico con il volto coperto dal niqab.
La 32enne svizzera fu invitata a togliersi il velo ma non lo fece e quindi venne portata in centrale per il verbale di contravvenzione (vedi articoli suggeriti).
Allora si diceva che l'ammontare della multa avrebbe potuto superare i 100 franchi, visto che Nora Illi era già fermata col burqa nemmeno due mesi prima, il 1° luglio a Locarno, proprio nel giorno dell'introduzione del divieto.
E in effetti, come rivelano la Luzerner Zeitung e il quotidiano sangallese Tagblatt, Nora Illi ha ricevuto in gennaio da parte della Polizia comunale di Lugano una multa di 250 franchi.
Un importo ancora basso, se si pensa che le sanzioni possono arrivare fino a 10'000 franchi.
In agosto Nora Illi aveva tuttavia promesso di voler tornare ancora molte volte in Ticino a mangiare la pizza col niqab, per cui non è escluso che un giorno non possa arrivare alla cifra massima.
Tanto per lei l'aspetto finanziario non è sicuramente importante, visto che a pagare tutte le multe, come promesso, è l'imprenditore franco-algerino Rachid Nekkaz. Quel che conta è il principio della libertà di vestirsi come si vuole, che la donna musulmana intende difendere, se necessario, andando fino alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo.
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