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Ticino
Lugano: 10 m2 per i militari italiani
Redazione
12 anni fa
Il Municipio risponde all'interrogazione di Tiziano Galeazzi sulla presenza della Guardia di finanza nel comando della stazione FFS

L'allarme era stato lanciato in gennaio da un preoccupato Tiziano Galeazzi (UDC): nel futuro posto di Polizia della stazione FFS di Lugano verrà installato un comando interforze, con la presenza pure della Guardia di finanza italiana.

Il consigliere comunale democentrista, che sosteneva di aver approfondito di persona la questione, si diceva inquieto per questo arrivo, dato che la loro presenza in stazione, punto di arrivo di molti italiani clienti delle nostre banche, avrebbe eliminato "quel poco di privacy" rimasto.

L'interrogazione di Galeazzi era subito stata stroncata da Polizia e Guardie di confine, che avevano ricordato come la Guardia di finanza italiana fosse presente a Lugano già da oltre cent'anni. In stazione, spiegavano Polizia e Guardia di confine, esiste da oltre un secolo un bugigattolo, lontano dagli occhi indiscreti, nel quale i militari italiani trascorrono il tempo tra un treno e l'altro. Nulla più, nemmeno in futuro.

Ora è giunta anche la risposta del Municipio di Lugano, che ribadisce quanto già espresso dalle forze dell'ordine. "Il futuro spazio interforze svizzero alla stazione FFS è adibito ad uso esclusivo dalla Polizia Città di Lugano, delle Guardie di Confine e della Polizia dei Trasporti" afferma l'Esecutivo.

"Per quanto attiene la presenza dei funzionari italiani sul territorio Elvetico" spiega il Municipio di Lugano "è necessario ripercorrere la storia ricordando gli accordi e le convenzioni internazionali che regolano l'operato delle autorità italiane nel traffico ferroviario. Si pensi che i primi accordi tra i due Stati vennero stipulati nel lontano 1881 mediante una convenzione, che regolava l'operato dei servizi di Polizia nelle stazioni internazionali della ferrovia del Gottardo (stazione di Chiasso e Luino). In pratica attualmente gli agenti italiani, specificatamente i militi della Guardia di Finanza, effettuano dei controlli sulla tratta fino a Lugano, solo saltuariamente e mai più di una volta al giorno. Le loro verifiche sono rivolte unicamente a viaggiatori di treni internazionali provenienti o diretti in Italia. Nessun controllo da parte loro è possibile nel traffico interno o sull'area della stazione di Lugano."

"Vero risulta" prosegue il Municipio "come nel progetto di nuova Stazione di Lugano è previsto per loro un piccolo ufficio (10 m2 + servizi igienici) e meglio al Piano Terreno, rivolto verso l'attuale binario 1, praticamente sotto quello interforze. L’utilizzo del locale (attualmente usufruiscono di uno spazio nella vecchia struttura in zona deposito bagagli) si limita solitamente all’attesa del treno di rientro a Chiasso. Lo stesso prevede anche la messa a disposizione in favore delle Guardie di Confine svizzere di un locale a Como e in futuro, quando sarà operativa la nuova linea Malpensa – Mendrisio, a Varese vi sarà un analogo locale a disposizione."

Il Municipio spiega inoltre che i costi che la Città è chiamata a sostenere per questo comando sono rappresentati unicamente dalla quota parte del canone mensile, degli ammortamenti relativi agli spazi previsti e dall’infrastruttura tecnica (informatica) usata dagli agenti della Polizia Città di Lugano nello spazio interforze svizzero. L’Amministrazione Federale delle Dogane ha assunto i costi di tutta la mobilia e di tutti gli impianti speciali (celle, mobilia fissa) inoltre funge da garante per il contratto di locazione nei confronti delle FFS.

Infine l'Esecutivo ribadisce che la Guardia di finanza non può svolgere nessun controllo nel traffico interno o alla stazione di Lugano e che l'accordo non permette comunque alcun tipo di controllo all'interno della Città.

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