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Ticino
L’ufficio stampa sessista: “Ragnatele nella...”
Foto Shutterstock
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Filippo Suessli
6 anni fa
Un editore ticinese scioglie i rapporti con un ufficio stampa italiano nella bufera per aver insultato una blogger che ha recensito male un libro

Un ufficio stampa promuove i prodotti dei suoi clienti. Se promuove libri li invia ai giornali, alle tv e ai blogger di settore. È quanto ha fatto l’ufficio stampa Il Taccuino, con il libro “Vite strappate in Italia dagli anni ’70 a oggi”. Tra gli altri a cui ha inviato una copia, vi è la blogger italiana Daisy, che nella sua recensione ha spiegato di non essere riuscita a continuare la lettura fino all’ultima pagina. Dopo la recensione, su Instagram la blogger ha ringraziato, comunque, l’ufficio stampa per la copia inviata. “Grazie per aver distrutto l’autrice”, è la risposta piccata de Il Taccuino. Se fosse finita qui, tutto sarebbe andato bene. Peccato che alla fine di una discussione, il social media manager de Il Taccuino abbia scritto: “Ridicola, fascista e permalosa. Tipica sindrome da troppe ragnatele nelle f*** accumulate”.

Clienti finti

Molti giornalisti italiani si sono così concentrati sulla società di comunicazione bolognese balzata agli onori della cronaca, scoprendo che molto di quanto pubblicizzato sul loro sito non corrispondeva a verità, grandi case editrici fatte passare come clienti. Ma Rizzoli ha negato, Minimum Fax pure, Watson Edizioni anche e così via. Oggi il sito dell’Ufficio stampa è in manutenzione e la lista dei clienti è sparita.

Clienti veri

Un cliente vero, però, c’è. Si tratta del ticinese Gabriele Capelli, con l’omonima casa editrice di Mendrisio, che questa mattina ha inviato un comunicato stampa in cui chiarisce di aver interrotto, alla luce di quanto successo, i rapporti con Il Taccuino. “Alla blogger che ha subito tali vessazioni va il nostro più assoluto sostegno”, si legge. Da noi contattato, Capelli spiega di essere diventato cliente della società di promozione bolognese da qualche tempo: “Sono due o tre anni che ci lavoro, avevo fatto una ricerca e scelto tra le agenzie che ho trovato”.

“Recensioni negative? È libertà d’espressione”

Questa notte Gabriele Capelli ha letto tutto ciò che è emerso in rete sull’ufficio stampa a cui si era affidato. Oltre ai falsi clienti, sembra anche i collaboratori siano falsi. Insomma una doccia fredda: “A me sarebbe bastata la risposta che hanno dato alla blogger per interrompere la collaborazione, è una questione di etica”. Questo nonostante l’esperienza con l’ufficio stampa italiano non fosse negativa: “Hanno sempre lavorato”. Ora, però, l’editore momò dovrà mettere in conto che i servizi già pagati a Il Taccuino andranno persi. Per concludere, come si reagisce, con stile, alle recensioni negative? “Ne ho già ricevute”, ci risponde, “quando succede non le ripubblico sul mio sito e finisce lì. Parliamo di libertà di espressione, uno dei fondamenti della nostra società”, conclude Capelli.

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