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Ticino
L’Udc vuole cambiare la scuola
Filippo Suessli
5 anni fa
I granconsiglieri democentristi presentano il loro programma per la scuola: cinque iniziative elaborate che intendono cambiare l’istruzione ticinese

Dopo la bocciatura nel 2018 della Scuola che verrà, la politica ticinese dovrà confrontarsi nuovamente con una possibile riforma dell’istruzione. Questa volta, però, non è il governo a proporlo, bensì l’Unione democratica di centro. I granconsiglieri Udc, infatti, hanno presentato oggi cinque iniziative elaborate. “Riteniamo urgente ed opportuno presentare alcuni singoli decreti legislativi per modificare le leggi e di seguito i regolamenti e le direttive che reggono la scuola dell’obbligo ticinese”, scrivono i deputati in una nota. Le cinque iniziative sono firmate da Sergio Morisoli, Paolo Pamini, Lara Filippini, Roberta Soldati, Edo Pellegrini, Tiziano Galeazzi e Daniele Pinoja.

Il docente
La prima riguarda il ruolo dei docenti, descritti dai promotori come “il fulcro dell’istruzione e dell’educazione scolastica”. L’iniziativa propone di ridefinire il ruolo del docente e di concedere degli sgravi agli insegnanti con più di 50 anni, che avrebbero la possibilità di scendere al 40% compensando le ore con altri compiti, quali tutoring o la sorveglianza del dopo scuola. Viene inoltre modificata l’abilitazione per renderla “non un ostacolo in entrata” bensì “un’opportunità”. Inoltre si chiede di migliorare “l’inclusione dei diplomi o titoli ottenuti in Svizzera”.

I genitori
Ai genitori, gli iniziativisti vorrebbero garantire la libertà di scelta della scuola all’interno del comprensorio. Inoltre, l’assemblea dei genitori dovrebbe avere dei rappresentanti nei consigli di istituto.

Indipendenza delle scuole
Con la terza iniziativa, una delle più corpose, l’Udc chiede di decentralizzare il “potere scolastico”. Togliendo facoltà decisionali al Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, e attribuendolo alle singole sedi. Le scuole dovrebbero essere guidate da un direttore e un vicedirettore “professionisti”, nel senso che non dedicheranno ore all’insegnamento. Gli istituti avrebbero dei budget prestabiliti e le sedi dovrebbero essere più piccole. Nei comprensori vi potranno essere più sedi con un’unica direzione.

I livelli in matematica e tedesco
Nel secondo biennio delle scuole medie, l’Udc propone di mantenere i livelli differenziati per matematica e tedesco in base alle scelte degli allievi se proseguire verso una formazione superiore o professionale. “Le differenze individuali sono una ricchezza per una società pluralistica e non un intralcio elitario discriminante per una società che si vuole uniforme”, scrivono. Al Consiglio di Stato sarebbe comunque concesso di decidere l’introduzione di livelli diversificati anche in altre materie.

La scuola
L’ultima iniziativa, infine, intende plasmare il concetto di scuola pubblica, nel quale secondo l’Udc vanno inserite anche le scuole private parificate. “C’è un equivoco di fondo quando parlando di prestazioni, di servizi e di offerta pubblica, alla parola pubblica si associa direttamente ed esclusivamente lo Stato come unico ente in grado di erogare tali prestazioni”, si legge. Inoltre, le finalità della scuola pubblica “vengono aggiornate e completate sulla base delle trasformazioni socioeconomiche in atto”. Per esempio, negli articoli che definiscono i principi della scuola, si introduce che questa debba interagire non solo con la realtà sociale e culturale, ma anche con quella economica. Si aggiunge che la scuola, oltre a trasmettere gli elementi fondamentali della cultura dovrebbe trasmettere anche quelli “della tradizione”. In più, oltre a docenti, genitori, allievi e formatori, anche le aziende andranno considerate componenti della scuola.

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