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"L'UDC sapeva che il 9 febbraio era inapplicabile"
"L'UDC sapeva che il 9 febbraio era inapplicabile"
"L'UDC sapeva che il 9 febbraio era inapplicabile"
Redazione
10 anni fa
Secondo Pierre Rusconi l'iniziativa del 2014 fu "una campagna mediatica, con risultato a sorpresa"

Domani a Berna si tornerà a discutere dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa, accettata dalla popolazione svizzera il 9 febbraio 2014. Sarà preferenza indigena light come ha voluto il Nazionale? Oppure si andrà avanti con le 3 proposte al vaglio degli Stati? Cosa ci si deve aspettare?

“Io non mi aspetto più nulla se devo essere sincero - ha dichiarato a Radio 3i Pierre Rusconi - Più che in una politica dei piccoli passi, ci ritroviamo in una situazione dove non vedo grandi sbocchi, ormai si è troppo dipendenti dall’UE, o si vota sui bilaterali o non si fa niente del 9 febbraio e di ciò che ha deciso il popolo”.

Per l'ex consigliere nazionale UDC risulta dunque alquanto difficile l’applicazione alla lettera dell’articolo costituzionale 121a, ma non ci sarebbe nulla di cui sorprendersi: “Certo, si conoscevano già prima le difficoltà, l’UDC ha lanciato la campagna perché era mediaticamente importante e per dare un segnale al Consiglio Federale. Poi a sorpresa ha vinto. Personalmente non è che non ero d’accordo, ma credo che la sostanza poteva essere mediata in altro modo."

L'intervista integrale nell'AUDIO di Radio3i

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