
«Il Municipio di Lugano conferma di aver deciso di mantenere Filippo Lombardi nel Consiglio di amministrazione di AIL SA dopo il compimento dei 70 anni?». È la prima delle sette domande contenute nell'interrogazione depositata dal gruppo UDC in Municipio, con la quale il partito chiede chiarimenti sulla permanenza del municipale nel CdA della società partecipata.
Cosa dice lo statuto
L'UDC richiama l'articolo 19 dello statuto di AIL SA, secondo cui i consiglieri «restano in carica quattro anni e sono sempre rieleggibili, per un massimo di tre mandati, fino al compimento del settantesimo anno di età». Secondo i firmatari – Alain Bühler (primo firmatario), Paolo Andreetti, Raide Bassi, Sito Mazzuchelli e Zahra Rusconi – il mandato di Lombardi è cessato nel maggio 2026, con il raggiungimento del limite d'età previsto. «Ogni seduta e ogni decisione del CdA adottate da allora con la sua partecipazione poggiano su una composizione non conforme allo statuto», sostiene il partito, ricordando che, secondo quanto riportato da laRegione il 22 luglio, il Municipio avrebbe deciso di confermare Lombardi nel Consiglio di amministrazione.
Le risposte del Municipio
Nell'interrogazione viene ricordato che il limite dei 70 anni era stato introdotto quale «età massima di appartenenza» al CdA e viene richiamata una risposta del Municipio del maggio 2025, nella quale si affermava che la permanenza di Lombardi sarebbe terminata proprio al compimento del settantesimo anno. Eppure, ricorda l'UDC, nella risposta del 24 giugno a una propria lettera il Municipio aveva affermato di non aver ancora avviato alcuna procedura, rinviando ogni sviluppo a «opportune valutazioni» e, «se del caso», a «necessarie comunicazioni». «Meno di un mese dopo – sostiene il partito – dalla stampa si apprende invece che una decisione era già stata presa, discussa in seduta e persino accompagnata da pareri giuridici. Il Municipio ha quindi riconosciuto per iscritto che la situazione si era determinata in applicazione dello statuto, salvo poi scegliere di ignorarne le conseguenze senza informare direttamente il Legislativo. Su una società interamente pubblica, il Consiglio comunale non può venire a conoscenza delle scelte del proprio Esecutivo leggendo il giornale», conclude il gruppo democentrista.
Le domane all'Esecutivo
Con l'interrogazione, il gruppo chiede quindi al Municipio di chiarire la base giuridica della decisione, l'eventuale esistenza di pareri giuridici contrastanti, i precedenti richiamati dall'Esecutivo e le possibili conseguenze sulla validità delle decisioni adottate dal Consiglio di amministrazione dopo il raggiungimento del limite d'età.

