
All'ordine del giorno del Gran Consiglio, la cui seduta si è aperta oggi, ci sono 13 crediti di investimento, per un valore complessivo di oltre 220 milioni, che necessitano di una nuova base legale per essere concessi. E questo nonostante il Preventivo 2024 non sia stato ancora approvato e quindi, per legge, non si possono votare nuove spese. Lo ha fatto presente il gruppo UDC, che tramite una mozione d'ordine presentata dal deputato Pierluigi Pasi, ha fatto appello alla responsabilità del Legislativo, chiedendo che "siano rinviati alla Commissione della gestione tutti i rapporti all'ordine del giorno di questa seduta, il cui oggetto non soddisfa le condizioni legali per l'approvazione del relativo credito, in attesa del Preventivo 2024". Una proposta che è stata bocciata dal plenum e che l'UDC ritiene essere "un segnale sbagliato ai cittadini, cui chiediamo sempre di sottostare alla legge". Il Legislativo ha anche bocciato 13 proposte di emendamento del gruppo UDC sui singoli decreti di spesa. Una decisione che mostra come il Gran Consiglio non voglia "rispettare né in un modo (mozione d’ordine) o nell’altro (emendamenti) gli obblighi della legge finanziaria e del suo regolamento di applicazione".
Si aggirano le leggi
Per l'UDC il fatto e la forzatura "sono gravi", tanto più che non vi sono problemi di urgenza o di necessità impellente per l’esecuzione delle opere per cui i crediti sono chiesti dal Governo; "prova ne è", sottolinea il partito, "che giacciono da molti mesi sul tavolo della commissione della gestione". "Senza Preventivo e Piano finanziario, il Parlamento non ha il diritto di stanziare nuovi crediti e malgrado ciò, lo fa lo stesso", puntualizza il partito democentrista. "Questo procedimento aggira la legge e mette in pericolo lo Stato di diritto. Va ricordato ai rappresentanti del popolo (parlamentari) che non siamo una Repubblica delle banane, ma uno Stato di diritto!"
Zali: “Si vuole solo ostacolare l'attività del Consiglio di Stato”
La proposta democentrista ha fatto saltare la mosca al naso al consigliere di Stato leghista Claudio Zali, che ha replicato seccamente: “Questa richiesta è priva di qualsivoglia fondamento giuridico, è un’invenzione di sana pianta, che ha la pretesa di sostenere se stessa", ha detto Zali. "Visto che in definitiva è una richiesta politica, parliamo pure delle possibili implicazioni politiche: nella mia visione personale delle cose, lo scopo di questa proposta è solo quello di ostacolare l’attività del Consiglio di Stato e con ciò la già difficile governabilità del paese, con un ennesimo ostacolo di tipo formale, mettere i bastoni tra le ruote e null’altro”.

