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Ticino
L’UDC “esige il rispetto del Decreto Morisoli e della volontà popolare”
©Gabriele Putzu
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Redazione
3 anni fa
Il partito sottolinea inoltre che "senza una riduzione dei costi si opporrà all’acquisto del Palazzo di Giustizia".

Il gruppo UDC ha depositato questa mattina una serie di emendamenti per la Sessione del Gran Consiglio che inizierà lunedì. Si parte dalle modifiche al Preventivo 2024 per poi arrivare al mandato dell’analisi dei compiti dello Stato all’operazione Palazzo di giustizia (ex Banca del Gottardo). “Senza l’approvazione di questi emendamenti, l’UDC boccerà il catastrofico Preventivo 2024, rigetterà l’esercizio ‘alibi’ dell’analisi dei compiti dello Stato e rifiuterà di approvare il credito esorbitante per l’acquisto del Palazzo di Giustizia a Lugano”. Tema, quest’ultimo, su cui l’UDC si è espresso sottolineando che se il Gran Consiglio non sosterrà il referendum finanziario obbligatorio, il partito democentrista “raccoglierà le firme per chiamare il popolo alle urne”.

Preventivo 2024

“Abbiamo sempre sostenuto che i tagli della spesa lineari proposti dal Governo sono sbagliati nel metodo e nel contenuto”, sottolinea l’UDC nel comunicato, secondo cui sia la Commissione della gestione, così come i partiti di Governo, “tolgono misure in continuazione, senza compensarle con altre, peggiorando così il disavanzo del 2024 a quasi 130 milioni, che rischia di far scattare le dure misure previste dalla Legge per il Freno al disavanzo: dolorosi tagli alla spesa o aumento delle imposte per tutti, o entrambi!”. Per i democentristi, l’esplosione del debito pubblico, “che oramai ha sforato i 3 miliardi, dovrebbe preoccupare tutti e chiarire che non si può continuare a menare il can per l’aia”. Nella nota viene inoltre specificato come sia stato elaborato un Rapporto di minoranza con tre decreti di correzione, che sono stati trasformati anche in Emendamenti. Si propone di bloccare la spesa del personale, di ridurre la spesa di beni e servizi (funzionamento) e concedere una crescita massima netta del 1% alle spese di trasferimento (sussidi). “Queste misure, se accettate, andrebbero a compensare concretamente le misure che Gran Consiglio e Consiglio di Stato si apprestano a togliere dalla proposta di Preventivo originale, riportando il deficit sulla rotta del pareggio entro il 2025”.

Decreto analisi dei compiti

Nel 2018 l’UDC ha depositato un’iniziativa parlamentare “che chiede l’analisi dei compiti dello Stato in momenti di finanze sane. Nell’attuale momento di profondo rosso, una tale analisi dei compiti, che a sua volta costa cara, viene proposta per rimandare il tema alle calende greche”. Si tratta “di un esercizio alibi che rimane nel vuoto, che ha l’unico scopo di prendere tempo e di costruirsi una scusa per non agire nella riduzione della spesa anche nei prossimi 3-4 anni: occorrono risparmi e non studi infiniti! Del resto lo studio voluto dalla Commissione della gestione e presentato dalla Idehap di Losanna pochi mesi fa, non lascia dubbi dove occorra intervenire”.

Palazzo ex Banca del Gottardo

Nella sua serie di emendamenti depositati dall’UDC c’è anche quello relativo al Palazzo di Giustizia a Lugano, dove viene sottolineato come il Governo “ha avuto oltre un decennio di tempo per trovare una soluzione sostenibile e non ha prodotto idee valide. Va bene che la giustizia meriti una situazione logistica migliore, e va bene che rimanga a Lugano, sebbene con i nuovi collegamenti stradali e di mezzi pubblici sarebbe possibile pensare anche alla periferia. Ma i costi preventivati e i crediti richiesti per l’acquisto, la sistemazione e i vari mandati di progettazione e coordinamento lavori sono assolutamente da ridurre”. In particolare sul prezzo d’acquisto si chiede di abbassare a 76 milioni a 66 milioni, “introducendo un tetto massimo di spesa per la sistemazione, che non fa parte di questo decreto, a 25 milioni invece di 37 milioni. In totale l’UDC farebbe risparmiare 22 milioni ai cittadini”. Senza questi parametri “l’UDC voterà No al credito e SI al referendum finanziario obbligatorio per far decidere il Popolo. Nel caso non passasse il referendum siamo pronti con la raccolta di firme per il referendum popolare”.