
Italiano ma vicino all'UDC. Chi meglio di Alberto Siccardi, patron di Medacta, può spiegare il voto svizzero di ieri ai nostri vicini a sud?
All'indomani dello storico scrutinio La Repubblica ha quindi intervistato l'imprenditore valtellinese dal doppio passaporto italiano e svizzero, già candidato più volte nelle fila dell'UDC, passato nel 2012 al partito di Sergio Morisoli, AreaLiberale.
Al quotidiano italiano Siccardi spiega il successo dell'iniziativa UDC con la volontà degli svizzeri di mantenere le distanze dall'Europa. "In effetti il problema dell'invasione di massa tocca solo i Cantoni periferici, che non sarebbero stati sufficienti per vincere. Invece anche altri Cantoni hanno espresso lo stesso sentimento. È per questo che si può parlare di voto anti-europeo".
La Repubblica gli chiede se, almeno per quanto riguarda il Ticino, non si tratti piuttosto di un voto anti-italiano. "Nessuno può escludere che in parte lo sia" afferma Siccardi. "Anche in Ticino, tuttavia, mescolato con questo sentimento anti-italiano, c'è sicuramente un forte sentimento anti-europeo".
Siccardi, seppur italiano, non si sente preso di mira dal voto. Assolutamente. Anzi, capisce chi ce l'ha con gli italiani perché ha perso il posto di lavoro a causa loro.
Nella sua azienda, la Medacta, i frontalieri sono circa il 70%, ma Siccardi spiega che si tratta solo di personale specializzato, che costa caro anche se italiano. Niente dumping, quindi.
Poi a Siccardi viene chiesto se condivide tutto quanto fa il suo ex partito, l'UDC. "Sì, a parte certe espressioni razziste che riguardano una minoranza dei suoi militanti" risponde Siccardi. "In realtà l'Unione Democratica di Centro è un partito intelligente".
Infine, il futuro. All'imprenditore Siccardi, che opera sui mercati internazionali, La Repubblica chiede se non teme reazioni da parte europea. "Io sono convinto che non succederà nulla" conclude Siccardi. "Ma anche se fosse, meglio così che con questa Europa".
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