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Ticino
L’UDC chiede misure per incentivare l’assunzione di residenti
L’UDC chiede misure per incentivare l’assunzione di residenti
L’UDC chiede misure per incentivare l’assunzione di residenti
Redazione
6 anni fa
Le deputate Roberta Soldati e Lara Filippini chiedono misure per spingere ad assunzioni di residenti nel pubblico, ma anche nel privato

Le difficoltà per i lavoratori residenti con la pandemia di COVID-19 sono aumentate. “Secondo i dati della SECO ad aprile vi è stata un'impennata di richieste di indennità per orario ridotto e indennità per perdita di guadagno. In futuro si prevede una riduzione del PIL mai vista da decenni; un grande aumento dei fallimenti e della disoccupazione”, si legge in una mozione redatta dalle deputate UDC Roberta Soldati e Lara Filippini. Questo si somma, spiegano, all’accordo sulla libera circolazione delle persone e ai suoi “effetti nefasti sul mondo del lavoro in Ticino”. Colpite, spiegano, soprattutto alcune fasce di lavoratori, “ad esempio i giovani e gli over 45-50, ma anche alcuni settori, dove notoriamente la manodopera frontaliera era meno presente”.

La crisi del coronavirus, aggiungono, ha peggiorato la situazione e “l'attuazione di misure per fare fronte ai danni nefasti sull'economia e sul mondo del lavoro causati dall'emergenza Covid-19 non possono attendere il risultato della votazione sull'iniziativa UDC, come non si possono attendere i tempi del Consiglio Federale per eventualmente (si spera!) disdire l’Accordo sulla libera circolazione”.

“La giurisprudenza della Corte di giustizia europea (ammessa anche dal TF) consente di adottare misure volte a garantire l'equilibrio finanziario delle assicurazioni sociali, laddove esso è compromesso”, si legge ancora. “L'enorme debito che verrà accumulato dalle nostre assicurazioni sociali, dovuto alla grave crisi del lavoro, metterà a rischio l'intero sistema, per cui si impone di trovare al più presto delle soluzioni che possano, da una parte essere compatibili (ahimè) con l'ALC e dall'altra, tutelare i lavoratori residenti e attuare così il principio accolto dal popolo ticinese “Prima i nostri”. “Laddove invece, nel settore pubblico, il principio “Prima i nostri” trova già piena applicazione e sono in vigore delle disposizioni a tutela dei lavoratori residenti, è impellente monitorare, attuare e incentivare il lavoro a favore di questi ultimi”.

Per questo le due deputate, nella mozione sottoscritta anche da Edo Pellegrini, Tiziano Galeazzi, Paolo Pamini, Daniele Pinoja e Sergio Morisoli, chiedono che il Consiglio di Stato si attivi per:

  • Emanare delle disposizioni nel settore privato per tutelare i lavoratori residenti e incentivare le aziende ad impiegare manodopera indigena e ogni altra disposizione che possa concretizzare in questo difficile e straordinario momento storico il principio “Prima i nostri”;
  • Presentare un rapporto, suddiviso per Dipartimenti, rispettivamente per Divisione, al 1 maggio 2020 sullo stato dell'impiego dei lavoratori frontalieri e residenti nel settore pubblico, sia che essi siano stati nominati, incaricati o ausiliari;
  • Presentare un piano quinquennale volto ad incentivare l'assunzione (compreso l’incarico e lo statuto di ausiliario), nel settore pubblico, laddove si liberino dei posti e sia necessario sostituirli, oppure per le nuove assunzioni/funzioni necessarie per lo svolgimento del servizio pubblico, di lavoratori residenti.

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