
Nuova puntata nel nostro viaggio nel mondo delle luci rosse. Tutti i Comuni ticinesi che sono toccati dal problema dei postriboli potrebbero trovarsi riuniti attorno a un tavolo, magari assieme al Cantone, per discutere il da farsi. È la proposta che il sindaco di Lavertezzo Roberto Bacciarini - visto il dilungarsi della vicenda del Lago Maggiore, con l'ennesimo ricorso e l'ennesima riapertura - porterà in Municipio settimana prossima. Obiettivo: fare ordine nel settore."Il nostro Municipio si riunirà settimana prossima - ha dichiarato ieri Bacciarini - e ridiscuteremo la questione per l’ennesima volta: ci troveremo di nuovo a parlare dei vuoti giuridici, della mancanza di una linea unanime a livello cantonale e di come dovremo nuovamente armarci di pazienza in attesa della decisione del Tram. Da parte mia, proporrò ai colleghi di valutare nuove strade e diverse strategie. Penso che giunti a questo punto sia opportuno indire una riunione a livello cantonale tra le diverse parti; i Comuni, che non sanno più che pesci pigliare, e le autorità di Bellinzona devono riflettere su cosa si vuole fare. Qualcuno, prima o poi, dovrà assumersi la responsabilità di quanto sta succedendo".Da Lavertezzo si fa insomma capire al Cantone che lo scaricare la patata bollente ai Comuni - che devono lottare contro i postriboli a colpi di piano regolatore e permessi scontrandosi con mille cavilli giuridici - finora non ha dato i frutti sperati.Ma Roberto Bacciarini non è l'unico a muoversi. A Lugano-Grancia, il gerente dell'Oceano Ulisse Albertalli, pensa di risolvere il problema una volta per tutte grazie alla creazione di zone a luci rosse all'interno di zone industriali, dunque lontano dall'abitato, dove esercitare la prostituzione in tutta legalità. E per questo, a giorni, inoltrerà una domanda di regolarizzazione dell'Oceano al Municipio di Lugano. E anche a Bellinzona le cose si stanno muovendo. Lo ha confermato pure Luigi Pedrazzini. In particolare la Divisione degli interni del Dipartimento Istituzioni sta studiando le esperienze fatte nei Cantoni di Vaud e Neuchâtel per cercare di capire se e come bisognerà mettere mano alla Legge ticinese sulla prostituzione. E un'indicazione, da Bellinzona, potrebbe giungere già verso metà marzo. joe.p.
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