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Ticino
Luci rosse dietro l'arresto del sergente?
Redazione
13 anni fa
La segnalazione partita dalla Teseu. E nei confronti di uno degli indagati vi sarebbero pure addebiti legati alla prostituzione

"Grande amarezza". È il sentimento che pervade in questi momenti il corpo delle Guardie di confine, in seguito all'arresto di un suo sottoufficiale e di altre quattro persone.

Arresti ancora intrisi di interrogativi, ma che pare possano essere legati al riciclaggio di denaro nell'ambito del mondo a luci rosse. La segnalazione che ha portato ai fermi sarebbe infatti giunta dal gruppo Teseu, la buoncostume cantonale, secondo quanto riferito dalla RSI.

La moglie del sergente, una cittadina brasiliana, è stata arrestata nella notte tra martedì e mercoledì, attorno alle 2, insieme al titolare della ditta che gestisce, la Goldtransfers di Lugano. Il marito, ossia un 45enne sergente delle Guardie di confine residente a Stabio, era stato arrestato poco prima durante un controllo stradale a Mendrisio, sempre stando alla RSI.

Nella mattinata di mercoledì sono poi finite in manette altre due persone, un uomo di Balerna e una donna del Mendrisiotto. E oltre alle cinque persone arrestate vi sarebbe un'altra decina di indagati.

L'accusa nei confronti delle persone arrestate è di riciclaggio di valuta estera di provenienza illecita, per una somma al momento stimata attorno ai 3 milioni di franchi. La cifra potrebbe però facilmente lievitare in seguito agli accertamenti ancora in corso.

Quel che si sa è che il denaro proveniva dall'Italia, entrava in Svizzera grazie alle indicazioni del sergente, finiva negli uffici di Lugano della Goldtransfers e da lì veniva dirottato all'estero, in modo da farne perdere le tracce.

Oggi il procuratore generale John Noseda, che coordina l'inchiesta insieme al procuratore capo Nicola Respini, ha in programma nuovi interrogatori per cercare di fare luce su questo traffico. Non si esclude, anche se per ora è solo un'ipotesi, che il denaro sia legato al mondo delle luci rosse. Un'ipotesi rafforzata dal fatto che nei confronti di uno degli indagati ci sarebbero anche degli addebiti connessi proprio al favoreggiamento della prostituzione, secondo il Corriere del Ticino.

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