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CAMBIAMENTO CLIMATICO
Lüchinger: "Ormai le acque sono troppo calde per le trote"
Redazione
2 anni fa
All'assemblea dei delegati della Federazione per l'aquicoltura e la pesca si è tornati sul tema dei deflussi minimi. Preoccupano anche alcune specie di uccelli.

Le trote fario, a causa dei cambiamenti climatici, stanno sparendo dai fiumi ticinesi, incidendo anche sull'attrattività dell'attività pescatoria. Ma non è l'unico problema: anche la presenza di alcune specie di uccelli, come smerghi e Aironi Cenerini, è problematica. Intanto, si riaccende un dibattito mai spento sui deflussi minimi.

Il presidente della Federazione per l'aquicoltura e la pesca: "Troppo caldo per le trote"

"Fino a una quindicina di anni fa erano sufficienti per permettere la vivibilità di salmoni e trote, ma ora, con l'aumento delle temperature anche quella dell'acqua si alza al di sopra del limite in cui possono vivere le trote. In particolare, raggiungiamo ad esempio nella Maggia, tra Ponte Brolla e la foce del Verbano, 27 gradi, decisamente troppo", ha detto a TeleTicino il presidente della Federazione ticinese per l'aquicoltura e la pesca Urs Lüchinger, in occasione dell’Assemblea dei delegati di questo pomeriggio. Sul tavolo c'erano diversi temi che dicono della difficoltà di questo settore e dell’urgenza di trovare soluzioni concrete nonché cambiamenti a livello legislativo.

Il trend a lunga scadenza è destinato a peggiorare

Guardando avanti, ha affermato che "attualmente c'è una buona riserva di neve, prevista anche per i prossimi giorni, i fiumi sono abbastanza grossi. Gennaio e febbraio di solito sono i mesi più secchi dell'anno, così non è questa volta. Ma anche se la situazione al momento pare favorevole, il trend a lunga scadenza è peggiorativo".

La sparizione delle trote fario 

Le difficoltà sono molteplici e sotto la lente c’è anche la trota fario e la sua sparizione dai fiumi ticinesi. Se da una parte l’aumento della temperatura dell’acqua ha fatto la sua parte, anche alcune specie di uccelli hanno creato dei problemi.  "Chiederemo di aumentare l'esagerata protezione di queste specie, che sta comportando questo regresso". Si tratta principalmente di Aironi Cenerini ma soprattutto dello smergo, presente non da molto sul nostro territorio, ma che si è riprodotto a dismisura ed essendo una specie protetta al momento non è possibile contenere i suoi effetti devastanti per le trote.

I giovani pescatori ci sono, poi perdono entusiasmo

Questi effetti indirettamente incidono anche sui giovani associati. "La pesca nei grandi laghi e in quelli alpini è attrattiva, ogni anno si iscrivono dei giovani e i corsi sono ben frequentati, con 400-500 novizi che iniziano a formarsi per ottenere la licenza. Poi però scontrano con la realtà dei laghi, con la trota fario, che sta sparendo, difficile da catturare. L'entusiasmo così scema e si ha una tendenza verso la progressiva diminuzione dei soci".