
Il Gran Consiglio ha approvato oggi con 51 voti favorevoli contro 19 contrari (5 astenuti) il rapporto di maggioranza targato PLR, PPD e PS favorevole alla sperimentazione della Scuola che verrà. Un risultato impensabile fino a qualche settimana fa, con i gruppi fermi sulle proprie posizioni. A 'salvare la giornata', il compromesso raggiunto in extremis tra i banchi della Commissione speciale scolastica.
in aula sono infatti approdati due rapporti: quello di minoranza sottoscritto da Lega e La Destra, contrario alla sperimentazione, e quello di maggioranza, frutto del sopracitato compromesso tra PLR, PS e PPD, che prevede una doppia sperimentazione. Ovvero con il test in due scuole medie del modello del DECS (divisione aleatoria della classe e non per capacità o competenze) e in due altre sedi del modello proposto dal PLR, ovvero una divisione in base ai risultati nelle materie di italiano, francese, tedesco e matematica. Una divisione che, hanno più volte puntualizzato i suoi fautori, non è paragonabile agli attuali livelli A e B.
Il costo della sperimentazione triennale sarà di 6,73 milioni al posto del 5,3 inizialmente previsti. Con il via libera parlamentare a settembre si potrà avviare la fase di sperimentazione nelle sedi delle medie di Acquarossa, Biasca, Tesserete e Caslano e delle elementari di Cadenazzo, Coldrerio e Paradiso, dove verranno introdotti atelier, settimane progetto e - nelle Scuole medie, appunto - una divisione delle classi in sede di laboratorio per meglio seguire gli alunni.
Nessuna sorpresa in fase di votazione: le posizioni già emerse in sede di Commissione hanno trovato conferma anche in aula. Contrari alla sperimentazione, come detto, la maggior parte della Lega, La Destra, MPS e PC.
Bocciati gli emendamenti de LaDestra
Prima di votare sul credito per la sperimentazione i deputati hanno bocciato con 37 voti contrari, 35 favorevoli e 8 astenuti l'emendamento di Sergio Morisoli e con 41 voti contrari, 40 favorevoli e 1 astenuto l'emendamento di Paolo Pamini, che mirava a sottoporre al Gran Consiglio un piano che stabilisse delle regole per condurre la sperimentazione. Pamini paventava il rischio di referendum. Entrambi gli emendamenti sono stati presentati il 5 marzo scorso (vedi SUGGERITO). Da segnale un problema tecnico per la postazione di Sergio Morisoli che gli ha impedito di votare.
La discussione in Gran Consiglio
La relatrice di maggioranza Maristella Polli (PLR) ha posto l'accento sulla "soluzione condivisa" trovata in Commissione da PLR, PS e PPD che "racchiude l'opinione di diversi partiti non sempre concordi". La stessa verrà valutata da un ente esterno ad hoc (scuola, genitori e politica)".
Il correlatore Claudio Franscella (PPD) ha voluto spiegare la suddivisione delle classi per competenze e non per livelli: "Con la sperimentazione proposta nel rapporto di maggioranza sia gli allievi più deboli sia quelli più dotati potranno avere i loro spazi e dopo un semestre potranno pure cambiare gruppo". Ala fine del loro percorso scolastico la licenza di Scuola media sarà uguale per tutti, "con gli allievi valutati per le loro competenze e non in base ai corsi A o B".
La correlatrice Daniela Pugno-Ghirlanda (PS) ha ribadito che scuola e politica sono pronti a superare il concetto di livelli scolastici. "Saranno i risultati a indicarci la rotta". Fondamentale è "riporre fiducia negli insegnanti" e non proseguire su una "suddivisione classista".
Decisamente polemico l'intervento del relatore di minoranza Sergio Morisoli (AreaLiberale) secondo cui questa sperimentazione ad altro non porterà se non a quanto già deciso dal DECS. "Si va verso una scuola socialista e non statale", ha rincarato. Netta dunque la contrapposizione tra la posizione "pro merito" di Morisoli (e di Andrea Giudici, che si è smarcato dal gruppo PLR) e quella di chi, incluso il direttore del DECS, ha invece posto l'accento sull'equità.
Morisoli ha usato una metafora ferroviaria per ribadire la sua contrarietà al compromesso frutto, a suo dire, di un'alleanza 'contro natura' con il PS: "Il DECS ha scelto i binari, le carrozze, gli orari e chi potrà salire sul treno. La Commssione non si è mai chinata sui dati delle due consultazioni online ma solo sulla sperimentazione - ha concluso, punzecchiando la Commissione scolastica - Noi diciamo no a una sperimentazione che mette a soqquadro quattro sedi scolastiche, che non tiene conto di competenze e merito degli allievi, no a perdere 3 anni dopo averne già persi 10".
Prima della votazione direttore del DECS Manuele Bertoli ha spiegato che lo scopo dela Scuola che verrà è quello di portare i ragazzi il più lontano possibile senza fare sconti e regali. "Poi spetterà alle loro gambe portarli dove devono andare". La sperimentazione, ha proseguito, ha lo scopo di mettere a punto il sistema in vista di una generalizzazione: "Il mio obiettivo è quello di una riforma".
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