
Il Consiglio di Stato ha risposto ieri all’interrogazione di Tiziano Galeazzi (UDC) e cofirmatari sul fenomeno degli AirBnB in Ticino (vedi articoli suggeriti). Il Governo ha innanzitutto spiegato che l’interrogazione in oggetto giunge mentre sono in corso gli approfondimenti per l’elaborazione del rapporto sulla mozione del 12 marzo 2018 ‘Regolamentare le attività AirB&B (mozione bis)’. “Vista la complessità del tema e la necessità di analizzare, in maniera ampia e trasversale, le implicazioni delle prenotazioni attraverso le piattaforme online, è stata richiesta all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio una proroga - poi concessa - per la presentazione del messaggio. Quest’ultimo sarà completato nel corso dei primi mesi del 2019”.
Per quanto riguarda la proposta avanzata dagli interroganti, ovvero utilizzare il numero di registro fiscale per persone fisiche e giuridiche per affrontare il fenomeno airbnb dal profilo fiscale (controlli e incasso delle tasse), il Consiglio di Stato ha ribadito che sarà possibile esprimersi con cognizione di causa una volta conclusi gli approfondimenti in corso.
Il Governo, inoltre, non è a con oscenza dell’esietenza di nuove residenze sul territorio ticinese occupate solo per alloggi e pernottamenti AirBnB. “Ciò che appare maggiormente rilevante non è tanto conoscere se vi siano interi stabili messi in vendita su AirBnB o piattaforme simili, quanto approfondire possibili piste di azione per un’efficace regolamentazione, capace di rispondere alle tendenze in atto e in grado di garantire un ottimale adempimento di tutti gli obblighi normativi previsti - si legge nella risposta - Ciò nell’ottica di una concorrenza leale tra i vari settori”.
Né al Consiglio di Stato né alla Polizia cantonale risulta inoltre che il fenomeno del “meretricio” si sia spostato verso alloggi gestiti tramite la piattaforma AirBnB (o simili). Ciò nonostante, nel corso degli ultimi tre anni, sono emersi all’incirca una decina di casi (noti alla competente Sezione Teseu della Polizia cantonale), in cui l’attività veniva svolta presso appartamenti affittati tramite le piattaforme Internet. Tale fenomeno si è principalmente presentato nei maggiori agglomerati cittadini del Cantone”, ha spiegato il Governo. In ogni caso vengono svolti i dovuti accertamenti per valutare il rispetto delle basi legali vigenti. “Le Autorità cantonali, per quanto concerne reati in urto al Codice penale e alla Legge federale sugli stranieri (lotta allo sfruttamento, permessi per stranieri e annuncio per l’esercizio della prostituzione), non hanno costato casi di sfruttamento della prostituzione. Le Autorità comunali, nei casi notificati in Sezione Teseu a seguito di controlli in reciproca collaborazione, hanno agito per quanto di loro competenza in ambito di legge edilizia e del controllo abitanti, con procedure autonome”.
Infine, il Governo ha confermato che l’attuale legislazione, che prevede già il pagamento della tassa di soggiorno e della tassa di promozione, vale anche per Airbnb o piattaforme simili. Anche in questo caso, gli approfondimenti in corso permetteranno di proporre soluzioni volte a ottimizzare le attuali modalità di riscossione delle tasse turistiche per l’affitto di alloggi online.
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