
La proiezione, avvenuta ieri sera, del film Lucy, con protagonista Scarlett Johannson ha aperto il festival di Locarno. Il vero filo conduttore della storia è il cervello umano, in particolare quando la ragazza, ingerita una nuova droga particolare finita nelle sue mani dopo essere stata costretta a consegnare sostanze proibite a un narcotrafficante cinese ed essere stata picchiata e rapita, si tramuta in una guerriera senza scrupoli. Lucy sarà in grado, i questo film fantascientifico, di dominare spazio e tempo.
Oggi il regista, scrittore e produttore francese Luc Besson ha parlato ai giornalisti della sua opera, definita “il figlio diciottenne pronto ad affrontare da solo il mondo.”
È orgoglioso, si capisce, del suo lavoro, di cui non lo hanno spaventato neppure i costi elevati. Anzi, se non si ha il coraggio di rischiare, tanto vale non fare il regista. Besson è questo e di più, del suo film ha voluto prendere in mano la macchina da presa. “Oggi nel cinema tutto è possibile”, cosi racconta come è nata la trama, che si rifà in un certo qual modo a “2001 odissea nello spazio.”.
Inevitabile la domanda su Polanski, anche se poco ha a che fare con la pellicola. “Prima di essere registi siamo cittadini che si devono presentare davanti alla giustizia. Lui è un grande regista e lo stimo, è ciò che conta. Lo avrei invitato? Sono un regista, non un organizzatore…”
Come a dire, sbagliato spostare l’attenzione da Lucy.
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