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Ticino
"Lottizzata partiticamente anche la sanità privata"
Redazione
12 anni fa
In un cantone con il doppio dei letti privati rispetto al resto della Svizzera, a spadroneggiare sarebbero PLR e PPD

Che nella sanità pubblica e nell'ente cantonale la politica e gli intrecci d'interesse partitico avessero un posto privilegiato era cosa nota ai più, aspetto tornato alla ribalta con il recente caso delle false fatturazioni del viceprimario della Carità di Locarno, che ha riproposto con forza nel dibattito anche la questione dei confilitti d'interesse. Ma nella sanità privata quali sono gli interessi politici, se ce ne sono, in ballo? 

È quello che si è chiesto il domenicale il Caffé che, con un apprfondimento dedicato al tema, cerca di far luce sulla spartizione partititica anche in questa fetta di sanità. 

In Ticino infatti il settore privato sanitario ha numeri da capogiro, numeri che parlano del doppio di letti privati (42%) rispetto alla media nazionale, dove comunque le strutture private sono pure in aumento negli ultimi anni. Insomma, la sanità è un affare che fa gola a molti, ed è anche per riequilibrare queste cifre che da sinistra si chiede a gran voce che la Clinica luganese, messa recentemente sul mercato,enga aquistata dall'EOC, parere ribadito ancora oggi sulle pagine del domenicale da Pietro Martinelli

Ma chi è a trarre maggior vantaggio a sud delle Alpi, in questo importante settore? Secondo l'articolo sono Plrt e Ppd. E il perché è presto detto: alla testa del gruppo Genolier (Ars Medica e Sant'anna) troviamo l'ex presidente nazionale Plr Fulvio Pelli, affiancato dall'ex Consigliere di Stato Ppd Luigi Pedrazzini, ma anche da Erto Paglia, un ex deputato socialista. A queste due cliniche la nuova pianificazione ospedaliera affida inoltre compiti importanti, nella neonatologia, ma non solo, al Sant'anna e nell'ortopedia elettiva all'Ars Medica. 

L'ex presidente liberale lo ritroviamo anche al vertice di BancaStato e, sottolinea l'articolo, non si "spiegano quali polivalenti competenze abbia Pelli per dirigere allo stesso tempo una banca cantonale e un istituto di cura". 

Per quanto riguarda la Clinica Luganese invece a farla da padrone finora è stato il Ppd: dal presidente del Cda ed ex ministro democristiano Renzo Respini, ai membri e compagni di partito Mario Crivelli e Fabio Bacchetta Cattori, che contemporaneamente presiede anche la Commissione della gestione in parlamento, ovvero quella che, tra le altre cose, tiene i cordoni della borsa della spesa sanitaria. Il figlio di Crivelli invece siede nel Cda dell'Eoc. E anche in questo caso la pianificazione ospedaliera del ministro Beltraminelli ha affidato un importante mandato alla clinica nell'urologia e nella geriatria. 

Ma la Clinica Luganese è no profit, si dirà. Nulla di più vero, ma in ballo non c'è solo il profitto, quanto soprattutto la gestione del potere: assunzioni, appalti, mandati, forniture e via di seguito. 

"La vocazione no profit della clinica, si insiste da ambienti Ppd, verrebbe salvaguardata solo dall'aquisto da parte delle due fondazioni che fanno capo a Renzo Respini, che oggi si trova nella duplice veste di 'venditore', quale presidente della clinica, ma allo stesso tempo di possibile 'compratore' come referente delle due fondazioni (Pantaway e Fondation Assistance Internationale)" chiude non senza una vena polemica l'articolo del domenicale. 

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