Cerca e trova immobili
Ticino
Lotta alla mafia: "A Lugano risorse adeguate"
Redazione
12 anni fa
Il Consiglio federale mette a tacere le preoccupazioni di Marco Romano. "È una risposta molto lacunosa"

La risorse della Polizia giudiziaria federale (PGF) nella sede distaccata di Lugano sono adeguate per far fronte alla situazione attuale in Svizzera in materia di criminalità organizzata. È quanto si legge in una riposta del Consiglio federale a un'interrogazione del consigliere nazionale Marco Romano (PPD/TI), da cui emerge tuttavia che non vi sono inquirenti che si occupano in modo specifico di tale fenomeno.

Romano ha motivato la richiesta di ragguagli basandosi sull'aumento delle inchieste e procedimento penali in Svizzera sulla criminalità organizzata nel nostro paese, ciò che lascia supporre un'estensione del fenomeno- peraltro già noto da tempo - alle nostre latitudini.

Il Ticino, proprio per la vicinanza con l'Italia, sarebbe particolarmente esposto ad infiltrazioni mafiose. Secondo Romano, a Sud delle Alpi "la preoccupazione cresce e ci si chiede se le autorità federali preposte al perseguimento penale di tali forme di criminalità siano sufficientemente attrezzate e pertanto se le risorse siano adeguate".

La sede di Lugano della PGF è composta di un capodivisione, due capicommissariato (quadri) e quattordici inquirenti. Qui lavorano sul terreno 12 inquirenti a tempo pieno e altri due a tempo parziale, scrive il Consiglio federale. Queste persone trattano tutti i mandati nel quadro delle competenze federali, prevalentemente nei settori della criminalità organizzata, del riciclaggio di denaro, della criminalità economica e della corruzione internazionale. La sede di Lugano non dispone tuttavia, "di alcun inquirente che si occupi in modo specifico di criminalità organizzata".

Gli stessi compiti sono svolti a tempo pieno da quattordici inquirenti nella divisione di Berna, tredici inquirenti nella sede distaccata di Zurigo e dodici inquirenti in quella di Losanna.

Marco Romano non è particolarmente soddisfatto: "Non la penso proprio come il Consiglio federale" afferma. "La risposta datami è molto lacunosa. Scrivono... "non si fa molto, ma va tutto bene"...che approccio è? Tornerò alla carica in dicembre. Oggi non si fa abbastanza per combattere l'infiltrazione di organizzazioni criminali verso la Svizzera e specialmente il Ticino. Si evidenzia il problema, ma manca un seguito nel lavoro quotidiano. Tocca alla Confederazione muoversi maggiormente, non al Cantone."

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata