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Lotta alla canapa light: reazione a catena fra i comuni
Lotta alla canapa light: reazione a catena fra i comuni
Lotta alla canapa light: reazione a catena fra i comuni
Redazione
9 anni fa
Dopo Chiasso, anche Sant'Antonino adotta un'ordinanza. Potrebbero seguire Bellinzona, Cadenazzo e Gambarogno

Da Chiasso a Bellinzona, da Sant’Antonino a Locarno. E’ una vera e propria reazione a catena quella in corso fra i comuni ticinesi che, sempre più numerosi, stanno cercando di capire come regolamentare al meglio la coltivazione e la vendita della cosiddetta canapa light. Dopo quella adottata da Chiasso, anche il comune di Sant’Antonino lunedì ha infatti deciso di elaborare una sua ordinanza per vietare la coltivazione e la vendita di marijuana a basso contenuto di thc nella zona residenziale.

“Lo facciamo per salvaguardare le aree più sensibili” ha dichiarato ai microfoni di Teleticino il sindaco Simona Zinniker.

Stessa cosa anche a Bellinzona, dove il gruppo PPD in questi giorni sta elaborando un atto parlamentare per chiedere al Municipio di tutelarsi con strumenti analoghi.Ma non finisce qui. Già perché vista l’esplosione di coltivazioni registratesi soprattutto sul piano di Magadino, anche i comuni di Cadenazzo e del Gambarogno proprio in questi giorni stanno valutando di introdurre delle proprie regolamentazioni.

Quella innescatasi pare insomma essere una vera e propria reazione a catena per tentare di colmare quello che diversi comuni hanno già definito un vuoto giuridico a livello cantonale. Proprio per questo il deputato Giorgio Galusero, sempre oggi, è tornato alla carica sul tema, sottoscrivendo una mozione al Consiglio di Stato, chiedendo di fissare regole precise per tutti.

Tutti i dettagli nel servizio di Teleticino

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