
La sostituzione di un collaboratore con un altro meno pagato non dev’essere un motivo per il quale un licenziamento possa essere considerato abusivo. È quanto pensa la Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (CAG-S) che raccomanda (9 voti a 4), seguendo il Nazionale, di respingere un’iniziativa del canton Ticino.
Già sufficienti strumenti per lottare contro i licenziamenti abusivi
Stando alla commissione, precisa una nota odierna dei servizi parlamentari, i Cantoni dispongono già di sufficienti possibilità per lottare contro i licenziamenti abusivi applicando le misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone.
L’iniziativa già bocciata dal Nazionale
Nel giugno scorso, il Consiglio nazionale aveva bocciato, con 99 voti a 76, la proposta ticinese che trae origine dall’iniziativa popolare “Prima i nostri!”, approvata dai ticinesi con il 58% dei voti.
Cosa chiede l’iniziativa
L’iniziativa propone di modificare l’articolo 336 del CO precisando che la disdetta è abusiva se ha “l’obiettivo di sostituire il dipendente licenziato con un altro lavoratore che, a pari qualifiche, percepisce un salario inferiore” oppure quando viene pronunciata in seguito al “rifiuto del dipendente di accettare sensibili riduzioni di salario a causa di un forte afflusso di manodopera sul mercato del lavoro (dumping salariale)”.
Una minoranza dei commissari favorevoli
Una minoranza della CAG-S, invece, si dice favorevole all’iniziativa appellandosi alle particolari condizioni del Ticino “dove gli strumenti attuali non garantiscono una protezione sufficiente del mercato del lavoro”.
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