
Quasi un anno fa il Municipio di Losone aveva deciso di privatizzare il servizio di pulizia degli stabili amministrativi e scolastici del comune. Un provvedimento che aveva comportato il licenziamento di quattro addette alle pulizie e aveva fatto scattare una petizione, che aveva raccolto 1'280 firme, nonché la reazione dei sindacati Ocst e Vpod.
Nonostante la "sollevazione popolare" in difesa delle donne licenziate, il Municipio aveva proseguito per la sua strada, pubblicando un bando di concorso per appaltare in outsourcing il servizio di pulizia, annunciato lo scorso luglio in una lettera inviata alla Commissione del personale. Una necessità dettata da "una serie di problematiche operative e di gestione, in particolare durante il periodo estivo" aveva giustificato l'Esecutivo. Come misure di piano sociale nei confronti delle collaboratrice licenziate, l'Esecutivo aveva posto una condizione nel bando di concorso, che impegnava l'impresa esterna a riassumere il personale in organico. Eventuali differenze salariali sarebbero state assunte dal comune per un periodo di tre anni.
Ma ora si apprende che le offerte proposte dalle ditte invitate a partecipare al concorso "non hanno soddisfatto le aspettative dei Servizi preposti e del Municipio", si legge in una nota dell'Esecutivo losonese. Quest'ultimo ha pertanto deciso di annullare la procedura. La decisione è stata comunicata personalmente nella giornata di ieri alle collaboratrici e ai sindacati.
Il Municipio riprenderà quindi al più presto gli approfondimenti "per trovare una soluzione all’annoso problema, nell’ottica di una riorganizzazione efficace del servizio sia dal punto di vista finanziario che gestionale".
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