
Non è stato rivendicato il tentativo di appiccare il fuoco alla caserma di Losone. Non ne è nemmeno stato identificato l'autore, almeno per il momento. Ma il Comune, per prevenire ulteriori gesti del genere, è intenzionato ad aumentare la sicurezza intorno all'area che dovrebbe ospitare fino a 170 richiedenti l'asilo a partire dal 2014.
Il capodicastero Polizia di Losone, Fausto Fornera, ha spiegato al Corriere del Ticino che, pur non volendo esasperare la situazione venutasi a creare a seguito della decisione della Confederazione, è previsto un rafforzamento dei controlli all'ex caserma. In particolare mediante delle ronde più frequenti. "La nostra Polizia comunale non può offrire una copertura del territorio 24 ore su 24" ha affermato Fornera. "Ma v'è comunque la possibilità di effettuare dei turni fino a tarda notte. Poi chiederemo naturalmente l'appoggio della Cantonale."
Non è escluso che a supporto dell'azione di prevenzione da gesti eclatanti giunga pure la Polizia militare. Perché quello dell'altra sera, pur avendo avuto come conseguenza unicamente l'inquinamento del terreno, è un gesto si inserisce nel clima teso e pesante che si è creato nel Comune. "Se da un lato pratico si tratta tutto sommato di un semplice danneggiamento, poichà sembra che non ci sia stato un vero tentativo di appiccare il fuoco, questo brutto gesto va comunque letto nel suo contesto" ha detto ancora Fornera. "Pur non volendoci improvvisare degli Sherlock Holmes di turno, è facile intuire che si tratti di un avvertimento."
La Polizia è intervenuta sul posto, insieme agli uomini della Scientifica, per cercare di capirne di più. L'autore del gesto andrà sicuramente incontro a conseguenze penali. Ma un eventuale incendio doloso avrebbe conseguenze anche politiche. È infatti impensabile che la Confederazione si dimostri disposta a vendere l'intera area a un prezzo stracciato. Intanto oggi a Bellinzona avrà luogo l'incontro chiarificatore sulle intenzioni di Berna per il futuro. Losone, con una certa apprensione, attende di sapere.
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