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Ticino
Losone: "Perché la popolazione si stupisce?"
Redazione
13 anni fa
La lista della Sinistra di Losone esprime stupore per lo shock provato dai losonesi. "150 asilanti sono il numero di spettatori del Teatro delle Contrade"

Stupore. Questo è il primo sentimento provato dai rapprentanti della Lista della Sinistra di Losone davanti alle notizie che si susseguono in questi giorni. "Ci siamo stupiti dello shock provato dalla popolazione di Losone alla notizia che la caserma di Losone ospiterà per al massimo tre anni (come confermato venerdì durante l’incontro fra Municipio, Cantone e Confederazione) di 150 persone richiedenti l’asilo" affermano Fabio Allisiardi, Daniele Cavalli, Simone Romerio, Sebastiano Storelli, Mattia TagliaferriCristina Zorzoli-Romerio, in una nota stampa diramata oggi.

"Perché stupore?" si chiedono. "Nel mese di agosto 2013 il Municipio di Losone ha distribuito a tutti i fuochi il bollettino informativo Losoneé, che si può trovare anche sul sito del comune (www.losone.ch). In questo bollettino si trova il comunicato stampa che il Municipio aveva inviato ai media per spiegare lo stato delle trattative con la Confederazione sull’acquisto della caserma da adibire a Museo del Territorio e, anche a palazzetto del ghiaccio (notizia apparsa sui giornali). Dal bollettino si ricava il fatto che tutta la popolazione era informata dell’ipotesi caserma quale centro asilanti provvisorio per un massimo di tre anni e che, il Comune e la Confederazione avrebbero comunque continuato le trattative per la cessione definitiva al Comune."

"Abbiamo addirittura 150 asilanti che giungono a Losone?" affermano. "Si tratta del numero di spettatori che possono seguire uno spettacolo del Teatro delle Contrade presso il Centro la Torre."

"Soprattutto si tratta di una questione che va oltre la valenza comunale" sottolineano i rappresentanti della sinistra losonese. "Il problema è nazionale e internazionale. Si tratta di un’esigenza con la quale dobbiamo convivere".

"Abbiamo tre anni davanti a noi di convivenza con queste persone, non sempre le stesse per via della rotazione impressa dagli inasprimenti della legge sull’asilo votati dal popolo svizzero, e dobbiamo usarli bene" proseguono. "Non possiamo lasciarli tutto il giorno con le mani in mano, su questo siamo d’accordo. Dobbiamo realmente applicare una politica di integrazione. Chi può lavorare deve poterlo fare. Troviamo dei lavori di pubblica utilità, lavori che magari il Comune voleva fare, ma ha procrastinato per vari motivi, oppure lavori di pulizia e ripristino dei sentieri o altro. Organizziamo degli incontri fra popolazione e richiedenti l’asilo per conoscerci e cercare di capire. L’ignoranza è la madre dell’intolleranza e della xenofobia. Non adoperiamo misure restrittive, ma permettiamo che i bambini (se ci saranno) possano frequentare i parchi gioco di Losone e possano avere scambi con i bambini di Losone, sarebbe arricchente per tutti. Se riusciamo, come fatto in un comune della Germania, a dare un impegno giornaliero a tutti, ci saranno meno occasioni per avere contrasti con la popolazione e meno problemi legati alla sicurezza."

"Coinvolgiamo gli altri Comuni in una fattiva collaborazione. Il discorso del centro provvisorio per richiedenti all’asilo è un discorso regionale, nell’ottica della collaborazione fra Comuni della stessa regione" concludono. "Pensiamoci almeno. Potrebbe essere la grande occasione per imparare qualcosa e per diventare un esempio per tutta la Confederazione."

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