Cerca e trova immobili
Ticino
Losone, "perché francese e non ticinese?"
Redazione
11 anni fa
Le Officine Ghidoni contestano un appalto per la centrale termica. "In Ticino si facilita la concorrenza estera"

"In questo Cantone i proclami per un sostegno all’economia locale vengono poi sconfessati dalla realtà, e anzi si facilita la presenza ai concorrenti esteri."

Lo scrivono le Officine Ghidoni SA di Riazzino, in un comunicato inviato ai media per denunciare l'assegnazione a una ditta francese di un appalto alla nuova centrale di teleriscaldamento a Losone.

La ditta locarnese aveva partecipato al concorso, ma si è vista soffiare i lavori dalla concorrente parigina, che grazie al costo minore della manodopera è riuscita a presentare un'offerta per un importo molto più basso (450'000 franchi al posto degli 800'000 richiesti dal consorzio ticinese di cui fa parte Ghidoni).

Nel comunicato le Officine Ghidoni ripercorrono la vicenda, secondo la loro versione dei fatti:

"La nostra ditta, ha concorso nella forma del Consorzio per la parte strutturale delle canne fumarie, mentre individualmente per il rivestimento. Il primo concorso, nonostante il ricorso sia stato parzialmente accolto nell’agosto 2014, la delibera è andata comunque, a metà marzo 2015, ad un consorzio di cui una ditta francese specializzata esegue praticamente la totalità dell’opera."

"In questo momento oltre al danno economico a inquietarci é soprattutto il fatto di aver perso la possibilità di acquisizione di nuove competenze ed esperienza. Alle nostre latitudini non capita spesso di realizzare delle ciminiere di queste dimensioni."

"Per il rivestimento è invece tuttora pendete un nostro ricorso."

"Il Tribunale Amministrativo Cantonale ha parzialmente accolto il ricorso del nostro Consorzio sulla delibera delle canne fumarie della Centrale di teleriscaldamento a Losone, annullando la delibera della Energie Rinnovabili di Losone SA (ERL). In realtà, il Tribunale Cantonale Amministrativo (TAC), ha accolto solo parzialmente le rivendicazioni del consorzio formato dalle ditte Officine Ghidoni SA, Lotti SA e Elettro Mastai SA."

"La delibera è stata mantenuta, da ERL, al consorzio capitanato dalla ditta francese Beirens SA, specializzata in questo tipo di costruzioni. Non è un mistero che la ditta in questione ha offerto la costruzione e la posa di canne fumarie, alte 28 m, per un importo di circa 450'000.00 CHF contro quella di 800'000.00 CHF del Consorzio ticinese. Altre due ditte ticinesi avevano offerto, per lo stesso oggetto, 1'150'000.00 CHF e 1'380’000.00 CHF. Si tratta indubbiamente di una bella differenza, considerato che almeno il 50 % dell’importo è rappresentato dai salari cioè lavoro, i calcoli sono presto fatti."

"I ricorrenti, ossia il nostro consorzio, hanno evidenziato una serie di non conformità che però il TAC ( Tribunale Amministrativo Cantonale ) ha ritenuto, pur annullando la delibera iniziale, essere sanabili!"

"La questione fondamentale sollevata dal nostro consorzio era che alcuni documenti del bando di concorso, segnatamente i calcoli statici, erano stati elaborati dalla ditta Beirens SA, deliberataria, in palese contraddizione con l’art. 35 del regolamento RLCPubb/CIAP che cita: "Le persone e le imprese, che hanno partecipato alla preparazione della documentazione e della procedura di aggiudicazione in maniera tale da poter influenzare l’aggiudicazione a loro favore, non possono prendere parte alla procedura"."

"Dall’interpretazione del giudice si evince che i calcoli statici, allegati al capitolato d’oneri che portavano in calce il logo della ditta Beirens SA, non erano da ritenere elementi determinanti per il concorso. A questo punto ci si chiede quali possano essere gli elementi determinanti per una struttura portate tubolare di diametro di 3 m e alta 28 m contenente le canne fumarie vere e proprie."

"La decisione del TCA ha imposto una nuova delibera alla ERL che, dopo il completamento dei documenti mancanti, ha confermato la delibera alla ditta francese."

"Noi abbiamo rinunciato a continuare il contezioso, al Tribunale Federale , anche perché questa procedura avrebbe ritardato notevolmente tutto il progetto. E’ però rimasta in noi la convinzione che questo giudizio costituisce un grave pregiudizio sulla procedura degli appalti pubblici, in quanto il giudice ha fatto un apprezzamento qualitativo, per lo meno discutibile, aprendo un varco interpretativo di questo articolo della LCPubb. A nostro modesto avviso il legislatore ha voluto separare nettamente il ruolo del committente/progettista da quello dell’esecutore, onde evitare ambiguità e possibili manipolazioni i cui limiti sono difficilmente identificabili."

"Oltre alle perplessità giuridiche, è lecito chiedersi, se la situazione inversa si fosse presentata a Parigi dove ha sede la ditta vincitrice, il nostro Consorzio sarebbe stato favorito rispetto ad una ditta locale? Forse un processo alle intenzioni…!"

"Da notare che tra i criteri di aggiudicazione il 20 % era costituito dai termini di fornitura e posa indicato dalla deliberataria in 40 gg lavorativi cioè 8 settimane contro i nostri 75 giorni. Ora, considerato che la delibera ritardata dal ricorso è stata formalizzata a metà marzo, il montaggio doveva avvenire entro la fine di maggio 2015. Non ci sembra sia stato il caso."

"ERL, composta al 66 % da capitale pubblico, ha evidenziato nuovamente come in questo Cantone i proclami, per un sostegno all’economia locale, vengono poi sconfessati dalla realtà e anzi si facilita la presenza ai concorrenti esteri."

"Le Officine Ghidoni SA hanno concorso successivamente per la fornitura del rivestimento, oggetto di un secondo appalto, di questa ciminiera ma anche qui non abbiamo avuto fortuna visto che una ditta concorrente risulta essere, su 270'000.-- CHF, più bassa di ca. 5’000.-- CHF e giocherellando sui termini di montaggio ha ottenuto un miglior punteggio quindi anche la delibera. La ditta in questione ha ca. il 10% delle nostre potenzialità."

"Peccato che le qualifiche di questa ditta non corrispondano a quanto richiesto dal bando di concorso. Di fronte ad una simile trascuratezza procedurale abbiamo invocato una decisione del TAC ricorrendo ancora contro la delibera."

La replica dell'ERL

Sentito dai quotidiani ticinesi, il presidente del CdA dell'ERL, Alberto Colombi, ha stigmatizzato il metodo delle Officine Ghidoni ed ha affermato che "alle critiche puntuali risponderà il nostro avvocato." Ha inoltre ricordato che la legge, più precisamente il Concordato intercantonale sugli appalti pubblici, impone di pubblicare i concorsi secondo determinate norme, che aprono le porte pure alle aziende europee.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata