
Il contestato studio dell'IRE sul frontalierato è stato al centro di un dibattito tenutosi quest'oggi presso la sede della SUPSI a Manno. Ma più che un dibattito si è trattato di uno scontro aperto tra il direttore dell’Istituto ricerche economiche (IRE) Rico Maggi e il ricercatore SUPSI Fabio Losa. Quest’ultimo ha smontato punto per punto l’impianto metodologico dello studio, affermando che “le conclusioni non sono attendibili e utilizzabili”.
Losa in particolare ha individuato 4 punti che indicano la fragilità scientifica della ricerca: la trasparenza dell’impianto metodologico, l’idoneità del metodo, l’insufficienza della qualità delle indagini e la qualità della comunicazione.
Critiche che sono state rimandate al mittente da Rico Maggi, il quale ha ribadito l’attendibilità dello studio. “Non abbiamo bisogno di un controllo di qualità qui all’USI. L’incontro odierno doveva essere un dibattitto scientifico con gli studenti della SUPSI. Non sono qui per rispondere alle domande dei giornalisti”.
Maggi ha inoltre deplorato la fuga di notizie, che hanno fatto scattare l’intera polemica sulle conclusioni dello studio, secondo cui non vi sarebbe sostituzione di manodopera in Ticino.
Tra i presenti al dibattito vi era pure l’ex coordinatore dei Verdi Sergio Savoia, che insieme al deputato Marco Chiesa (UDC), aveva inoltrato un’interrogazione al Consiglio Stato per chiedere lumi sui risultati dello studio. “Rico Maggi non è in grado di rispondere alle critiche” ha twittato durante il dibattito. “Ormai è imbarazzante per USI e IRE. Costernazione in sala”.
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