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Ticino
L'oro di Londra invade Lugano
Redazione
13 anni fa
In sei mesi 800 tonnellate di oro hanno lasciato Londra per la Svizzera, dieci volte più che l'anno scorso. Perché?

La Svizzera è invasa dall'oro proveniente da Londra. Lo dimostra un articolo di oggi del quotidiano Repubblica, sulla scorta degli impressionanti dati del primo semestre 2013. In sei mesi sono ben 797 le tonnellate del prezioso metallo che hanno lasciato la capitale britannica in direzione della Svizzera, in particolare verso Lugano. Quasi 10 volte di più che nel corrispondente periodo del 2012.  Nel solo mese di maggio sono state 240 le tonnellate di oro decollate dalla city. Un trasferimento dal valore complessivo di circa due miliardi e 600 milioni di euro, secondo i dati divulgati dall'agenzia Bloomberg, che cita la banca australiana Macquarie. Come spiegare questa corsa dell'oro verso il nostro Paese? Repubblica sostiene che molti risparmiatori hanno venduto i certificati, tipo ETF, ovvero l'oro su carta di cui, evidentemente, non si fidano più, per passare al metallo vero e proprio e, poi, metterlo al sicuro nei caveaux delle grandi banche elvetiche. Una tendenza che viene confermata anche dagli stessi operatori svizzeri del settore, che negli ultimi tempi si dicono letteralmente assediati da gente che vuole acquistare lingotti e monete. "Alla fine di giugno, quando l'oro ha toccato i 1180 dollari per oncia, ovvero il valore più basso dal 2010, c'è stata una forte richiesta ai nostri sportelli", ha spiegato Ralph Thoma, amministratore della Pro Aurum di Lugano, uno dei principali trader di oro in Europa. "Nonostante la quotazione dell'oro stesse scendendo e avesse perso circa il 30 per cento in poco tempo, la gente lo voleva lo stesso, poiché convinta di investire comunque in un bene rifugio".. Thoma aggiunge che il 50% delle persone che acquistano oro è composto da risparmiatori italiani "decisamente scettici circa l'evoluzione della crisi economica nel loro Paese". E non sono solo i commercianti del metallo prezioso a lavorare a pieno regime. Le ditte del triangolo d'oro di Mendrisio, che raffinano il 70% del metallo giallo mondiale, sono addirittura costrette ad effettuare i tripli turni. Perché non sarebbero solo gli italiani a correre dietro a lingottini e monete. Negli ultimi tempi è pure esplosa la richiesta tra i risparmiatori di alcuni Paesi emergenti, in particolare in Cina e in India. L'oro, insomma, non finisce di fare gola.

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