
Lorenzo Quadri non ci sta, si andrà agli Enti locali.
Già nella giornata di ieri, contattato dalla redazione di Teleticino, il Municipale aveva anticipato come il provvedimento dell'Esecutivo di Lugano di estrometterlo da qualsiasi decisione o intervento municipale concernente il museo delle culture cittadino non gli andasse giù, e che avrebbe ricorso agli Enti locali. Una decisione, quella del Municipio, arrivata dopo l'interrogazione dal titolo "Conflitti d'interesse: il dovere di tacere" presentata da alcuni consiglieri comunali, legata alle procedure giudiziali aperte nei confronti di Quadri per alcuni articoli apparsi negli scorsi mesi sul Mattino della domenica contro il direttore del museo Francesco Paolo Campione.
Oggi, in un lungo comunicato stampa, il municipale torna a ribadire quanto promesso ieri: si rivolgerà agli Enti locali, visto che "non esiste nessun conflitto d'interesse".
In primis, il municipale osserva come tra lui (direttore del Mattino della domenica) e Francesco Paolo campione, ci sia una vertenza di tipo civile e non penale e come le asserzioni di Campione siano integralmente contestate. Si soffermarma po sul comportamento dell'Esecutivo: "Il Municipio non ha mai chiesto una mia presa di posizione sui contenuti, in molti punti strumentali ed inveritieri, dell’interrogazione Perucchi Borsa e cofirmatari, in violazione del diritto ad essere sentito".
Quadri ribadisce inoltre che tutti gli articoli, tranne uno, sono stati pubblicati prima che lui divenisse direttore del domenicale: "Il dir. Campione è stato citato dal Mattino della domenica in 19 articoli sull’arco di 9 anni. E ci mancherebbe che un giornale non potesse esprimere delle critiche. Nessuno di questi articoli è firmato dal sottoscritto, contrariamente a quanto asserito. Tutti, tranne uno, sono stati pubblicati prima che diventassi direttore del Mattino della domenica. Non è quindi ravvisabile alcuna responsabilità da parte mia in relazione a questi scritti. Nella totalità dei 19 articoli di cui sopra il Pretore ha rinvenuto solo due espressioni a suo parere lesive della personalità, ai sensi del codice civile, del dir. Campione. La decisione è contestata".
"In nessun caso, – continua il municipale – la vertenza civile in essere può giustificare la costruzione artificiosa di un mio conflitto d’interessi, e conseguente esclusione dalle decisioni, su tutto quanto concerne il museo delle culture. Un conto potrebbero essere decisioni sulla persona del dir Campione (ad esempio aumenti di stipendio, promozioni, congedi o altro); ben altra cosa sono scelte sulla politica culturale della città – ad esempio l’avere o no, e dove, un museo delle culture e di conseguenza l’ammontare della spesa culturale – che sono di competenza di tutto il Municipio".
Lorenzo Quadri si sente inoltre limitato nelle sue facoltà di municipale: "Voler estendere ad arte il presunto conflitto d’interessi da una persona ad un intero settore della pubblica amministrazione costituisce una limitazione illecita e strumentale delle mie facoltà di municipale, che evidentemente non intendo accettare", e conclude con la promessa di andare fino agli Enti locali: "Di conseguenza, la risposta all’interrogazione di cui sopra, in cui si afferma un mio presunto conflitto d’interessi sulle decisioni che riguardano il museo delle culture, verrà impugnata presso la Sezione enti locali. Come pure verrà impugnata qualsiasi eventuale decisione futura presa dal Municipio che vada nella direzione di dar seguito alla decisione sul pretestuoso conflitto d’interessi".
"La questione riveste inoltre un interesse pubblico nella misura in cui creerebbe un precedente pericoloso: invita ad intentare cause civili destituite di fondamento al fine di creare ad arte “conflitti d’interesse”, da poi pretestuosamente estendere a macchia d’olio con l’obiettivo di limitare i diritti decisionali di municipali su temi controversi. Decisamente troppo facile", conclude il municipale.
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