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Ticino
Lorenzo Quadri: "Bisogna cambiare mentalità"
Redazione
13 anni fa
Il consigliere nazionale spiega i motivi per dire No all'aumento del prezzo della vignetta autostradale

La questione legata all'aumento del prezzo della vignetta autostradale ha già sollevato diverse reazioni. Quest'oggi è Lorenzo Quadri, consigliere nazionale ed esponente del partito della Lega, a mettere in evidenza "l'importanza delle implicazioni" che seguirebbero questo cambiamento. 

Stando a quanto spiega Quadri nel suo comunicato, "l'aumento del costo della vignetta autostradale (da 40 a 100 Fr, quindi non esattamente un ritocco) viene giustificato con i maggiori oneri a carico della Confederazione, che si troverà a gestire 376 Km di strade in più". È questo dunque un motivo valevole per sostenere l'aumento del prezzo della vignetta? Stando a quanto sostiene il conigliere nazionale, "assolutamente no".

Per il consigliere nazionale il motivo di questo No sarebbe molto semplice: "il traffico su gomma, tramite dazi e sopraddazi sui carburanti, vignette, eccetera, contribuisce a finanziare la ferrovia con contributi miliardari. Se i soldi della strada venissero impiegati per la strada, invece di venire massicciamente trasferiti alla ferrovia, non ci sarebbe alcun bisogno di aumentare il costo della vignetta".

Quadri medita sul cambiamento di prezzo, sostenendo che un aumento di 60 Fr all'anno sarebbe "tutto sommato una spesa contenuta". "Tuttavia", continua l'esponente leghista, l'aumento "costituisce un prelievo ingiustificato ai danni dei conducenti, che vengono già criminalizzati e tartassati in tutti i modi possibili. Si tratta quindi di dire “basta” a questa mentalità. Senza contare che chi possiede due auto con targa trasferibile si troverà a dover comprare due vignette da 100 Fr (pur non potendo mettere in circolazione più di un veicolo contemporaneamente)". 

Un altro fattore che sosterrebbe l'opposizione all'aumento del prezzo sulla vignetta, vedrebbe come protagonisti il traffico transfrontaliero e i Comuni del Mendrisiotto: "è concreto il rischio che una vignetta a 100 Fr (malgrado la possibilità di acquistarne una di 40 Fr della durata di due mesi) provochi, nell’ottica di evitare il pagamento della tariffa maggiorata, un travaso di veicoli in arrivo dall’Italia dalle strade nazionali a quelle comunali e cantonali, già intasate.  La qualità di vita di chi abita vicino a queste vie di transito ne risulterebbe ulteriormente compromessa. Ma anche questa legittima preoccupazione non ha trovato ascolto a Berna".

Quadri evidenzia, infine, anche la questione legata al turismo di giornata: "È ovvio che un rincaro esponenziale della vignetta autostradale farebbe da deterrente ai turisti di giornata, gravandoli di un costo in più. Quindi, delle due l’una: o questi turisti sceglieranno altre mete, abbandonando il Ticino, oppure anch’essi utilizzeranno le strade comunali e cantonali invece delle autostrade, andando ad aggravare il problema viario appena citato. Per non mettere a rischio questo tipo di turismo servono delle soluzioni specifiche. Ad esempio una vignetta giornaliera da 10 Fr. Ma anche questa proposta è stata bocciata a livello federale".

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