
Si avvicina la prima assoluta di “Maddalena” una nuova e coraggiosa impresa artistica, che ha il fine di creare un’opera lirica che rappresenti le radici storico-culturali del Ticino: tratta da un soggetto di Carlo Silini, l’opera andrà̀ in scena il 3, 4 e 5 novembre 2023 al Palazzo dei Congressi di Lugano con le musiche di Thomas Trachsel. Gli interpreti saranno Stephanie Bühlmann, Camilla Antonini, Gianluca Zampieri, Julia Gertseva ed Eugene Villanueva, la direzione sarà̀ invece affidata a Carlo Balmelli - maestro concertista della Civica Filarmonica di Mendrisio – mentre le parti corali al Coro Lirico di Lugano, diretto da Andrea Cupia. La regia sarà di Diego Bernasconi e le scene di Tobia Botta. Abbiamo interpellato Edo Bobbià, membro dell’Associazione che ha promosso l’opera, per conoscere le ultime novità.
Qual è il suo stato d’animo attuale?
Di serenità frammisto a preoccupazione per la messa a punto degli ultimi dettagli. Dopo oltre 2 anni di lavoro, con 80 sedute di comitato, c’è attesa ed emozione per il debutto imminente.
Come ha vissuto questo impegno, per certi aspetti nuovo e particolare?
Molto bene e con entusiasmo. Un compito nuovo e coinvolgente. Voglio qui subito ringraziare il promotore Renato Bullani, che con i successi ottenuti negli anni passati con “Sacra Terra del Ticino” e “Guglielmo Tell” a Mendrisio ha deciso di portare in scena per i conterranei del Mendrisiotto e per l’intero Ticino anche un’opera lirica di questa portata e complessità. Con Renato accomuno ai ringraziamenti tutti coloro che si sono dati molto da fare con il Comitato, in particolare il regista Diego Bernasconi, il maestro Carlo Balmelli, il direttore del coro Andrea Cupia, il tecnico e responsabile della complessa logistica Andrea Marazzi, il grafico Stefano Soldini, l’agenzia di comunicazione di Marco Gehring e la segretaria Nati Martinelli.
Come vi siete mossi per l’aspetto musicale?
L’opera è tratta dai libri di Carlo Silini (Ladro di ragazze, 2015 e Latte e sangue, 2019) ed è ambientata proprio nella nostra zona di frontiera. È stata musicata da Thomas Trachsel, tra i migliori in Svizzera. Il risultato è molto buono, dà emozione e coinvolge: in alcuni passaggi è persino commovente (processioni storiche di Mendrisio e Stabat Mater). Come Comitato ci siamo però resi conto che ci mancava una figura importante e con esperienza nell’ambito lirico. Siamo stati fortunati nell’aver trovato la musicologa Valentina Anzani: oltre che brava, decisa e simpatica, ha portato aria fresca, alta professionalità ed entusiasmo.
Immagino che non sia stato facile affrontare e risolvere il tutto, avete avuto problemi particolari?
Ne abbiamo avuti parecchi e non da poco. L’idea iniziale di Renato Bullani era quella di proporre “Maddalena” nelle cave di Arzo, progetto accantonato per l’insorgere di insuperabili difficoltà. La ricerca nel Mendrisiotto di un teatro alternativo non ha permesso di individuare una sede consona. Da qui la decisione sofferta di spostarci a Lugano, al Palazzo dei Congressi. A quel punto c’è stato un momento di smarrimento che ha richiesto molto ottimismo e volontà: riavviata la macchina organizzativa, alla buona ma efficace, siamo stati colpiti dalla morte, in tempi assai brevi, del nostro collega e amico Gianpiero Ceppi, segretario efficacissimo, persona squisita, lavoratore galantuomo. Ma forse proprio pensando a lui abbiamo deciso di andare avanti.
Ci può fornire qualche cifra?
Volentieri. Cifre che danno la dimensione dell’impegno profuso e che mi fa dire che gli assenti perderanno qualcosa di eccezionale, non riproponibile, penso, nei prossimi 20 anni. Renato Bullani ha voluto questo spettacolo per gli appassionati di questo genere musicale ma, soprattutto, per dare la possibilità a persone che normalmente non frequentano i teatri di essere della partita. La Civica Filarmonica di Mendrisio, diretta da Carlo Balmelli, si avvarrà di 95 musicisti, inclusi alcuni rinforzi professionisti. Il Coro, diretto da Andrea Cupia, conterà 85 cantanti, di cui una parte proveniente dal Teatro dello Scala di Milano. Saranno disposti su una struttura su 3 piani, mai realizzata in Ticino, progettata da Tobia Botta. Sono stati confezionati 125 costumi di scena coro compreso. Il costo dell’operazione, che seguo da vicino con Renato, è importante. Alcuni sponsor ci hanno aiutato. Tra loro ci sono la Cornèr Banca (main sponsor), la Bianchi Group, la Chicco d’Oro, la Conconi SA e pubbliche istituzioni del territorio quali il Dipartimento dell’Educazione, della Cultura e dello Sport del Cantone Ticino, la Città di Mendrisio e di Lugano e il Comune di Chiasso, ma non solo. La nostra speranza è che il pubblico sia numeroso, non tanto per il comitato, ma soprattutto per la bellezza dell’opera lirica e per l’impegno fuori dal comune dato da tutti in particolare musicisti e coristi, a cui riservo un grande grazie.
Per concludere cosa ci può dire?
Mi piacerebbe coinvolgere nel nostro entusiasmo le persone che amano la musica. Abbiamo cercato di dare il massimo e il risultato è eccezionale. Un’opera lirica inedita, solo con strumenti a fiato, fatta in casa (regista, maestro, coro, logistica, costumi, ecc.) che piacerà molto e che sta suscitando interesse da parte di Enti e teatri oltre Gottardo e in Italia.
Maddalena “in breve”.
Maddalena, giovane ragazza, bella forte, libera., che crede nella vittoria del bene sul male attraverso la forza della gentilezza. Così sconfigge i malvagi che la circondano. A ben guardare, incarna tutte le donne oppresse o che hanno subìto ingiustizie ma che si sono riscattate. L’opera Maddalena si ispira a una leggenda seicentesca. La popolazione della regione del Mendrisiotto, all’estremo sud della Svizzera, teme un misterioso personaggio chiamato «il Mago di Cantone», che fa rapire le fanciulle più avvenenti della zona. Questi è in realtà un personaggio storico realmente esistito, Francesco Secco Borella, che vive in un palazzo alle pendici del ticinese Monte San Giorgio e, aiutato dai suoi sgherri, rinchiude le ragazze rapite in una grotta per ucciderle dopo aver praticato misteriosi rituali magici. La trama dell’opera racconta le vicissitudini dell’unica in grado di sconfiggere il malvagio negromante, Maddalena, e dei personaggi che si muovono con lei. In una vicenda che echeggia storie di stregoneria, Inquisizione e redenzione, emerge la forza della femminilità e dell’amore sul male.

