
“Non mi sarei mai aspettato di trovarmi a parlare con questa tranquillità alla vigilia delle aperture del 6 giugno”. Esordisce così Giorgio Merlani ai microfoni di Teleticino, visibilmente rilassato rispetto a come l’abbiamo visto in tempi meno recenti: i casi di Covid-19 continuano a diminuire, solo un nuovo contagio rilevato negli ultimi 5 giorni. “Le cifre sono basse ma è fondamentale che la popolazione non dimentichi quanto fatto fino adesso. Se siamo comunque attenti a... scusi, lo ripeto (sorride, nrd), distanze sociali, lavarsi bene le mani, mascherine se le distanze non possono essere rispettate e lasciare i propri contatti, questo ci permetterà di tornare a vivere una nuova normalità”.
Le distanze sociali sono efficaci, sulla stagionalità ci sono dati contrastanti
D’ora in poi Berna però non sanzionerà più le distanze sociali, cosa ne pensa? “Sono comunque misure ancora efficaci, non possono essere più sanzionate perché non sarebbe un intervento proporzionale, ma sono cose che il singolo cittadino deve ancora continuare ad applicare per proteggere la salute di tutti”. Ma lei ritiene che i bassi numeri rilevati nell’ultimo periodo siano frutto del rispetto di queste norme o più della stagionalità o un virus “meno aggressivo”? “Probabilmente la risposta è un mix delle prime due cose. Le misure sicuramente sono effiaci, sulla stagionalità si sta ancora discutendo. Ci sono aspetti che sembrano indicare un legame e altri aspetti che lo escludono, come Paesi molto caldi della fascia equatoriale che hanno vissuto comunque il picco d’infezione. Per quanto riguarda invece una possibile mutazione... è un’ipotesi interessante ma vorrei vedere una pubblicazione scientifica con dati chiari, al momento non si possono trarre conclusioni”.
La prospettiva di una seconda ondata
“Io sono comunque convinto ci sarà una seconda ondata, la questione è quando e quanto alta”, spiega il Medico cantonale, “speriamo di sviluppare terapie efficaci o un vaccino prima che questa ondata arrivi. Ma fino a quel punto l’entità di questa seconda ondata dipenderà da noi, più seguiamo le misure meno questa avrà impatto”
Bene checkpoint e contact tracing, ma continuare con i test
Per Giorgio Merlani checkpoint e sistemi di tracciamento “sono strumenti efficaci, ma sono solo accompagnatori, non si sostituiscono alle misure che i singoli cittadini devono mettere in atto. Soprattutto, è importante continuare a fare i test: se si hanno i sintomi non bisogna pensare ‘ah, ormai il virus è passato’, bisogna comunque contattare il medico e fare tutti i controlli”.
Il Covid-19 ha sottratto alle cure i pazienti di altre malattie?
Durante questi mesi di pandemia gli ospedali si sono concentrati sul coronavirus. Temete che questo possa avere conseguenze negative a lungo termine, per esempio su pazienti che hanno rinviato controlli o interventi? “È un aspetto che abbiamo considerato, si è visto che il ricorso alle cure è precipitato, più per la paura del virus che l’indisponibilità degli ospedali. In questi giorni abbiamo visto che le persone hanno ricominciato a presentarsi in clinica ma tardivamente rispetto a quello che la situazione avrebbe suggerito. Per chi ha sintomi di altre malattie: questo è il momento di presentarsi e farsi curare, per evitare di arrivare troppo tardi, magari in concomitanza con una seconda ondata”.
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