
Onda verde, terremoto, marea. Chiamatela un po’ come vi pare. Fatto sta che sulla scia di manifestazioni, marce e scioperi in favore del clima, i partiti ecologisti godono di ottima salute. E incassano. Voti e seggi. A Zurigo, una settimana fa, i Verdi sono riusciti a tornare in un consiglio di stato dove 4 anni fa erano stati esclusi. In Gran Consiglio addirittura i verdi liberali sono cresciuti del 5,3%, i Verdi del 4,7. Non bastasse, ieri in quel di Lucerna i Verdi hanno guadagnato 8 seggi in parlamento, i Verdi liberali 3. Bene anche a Basilea Campagna, dove il balzo in avanti è stato di sei seggi. Morale della favola: l’ecologia tira, sia in campagna che in città. Inutile nasconderselo, anche nella campagna elettorale ticinese il tema ambientale si è guadagnato uno spazio di tutto rispetto.
"Il Ticino segue delle logiche un po' diverse, ha un elettorato culturalmente differenti. Noi speriamo che una parte di questo riesca a valicare le Alpi e giungere a noi. -commenta Nicola Schoenenberger a TeleTicino. Che poi invita a "diffidare dalle imitazioni".
"In tempi di elezioni si è sempre un po' più buoni e ambientalisti, poi gli slogan pre elettorali vengono dimenticati. Il partito dei Verdi è l'unica forza che ha portato avanti anche le proprie idee legate all'ambiente durante la legislatura. Io mi auguro che il prossimo Parlamento sia in grado di mantenere quelle promesse ambientali che sta facendo adesso".
Ogni medaglia che si rispetti ha due lati. Così se c’è un vincente, qualcun altro si lecca le ferite. A Zurigo, dopo un rovinoso meno 6% in Gran Consiglio, l’intera dirigenza UDC ha rassegnato le dimissioni. La perdita di slancio dei democentristi si è registrata anche nei legislativi di Lucerna e Basilea Campagna. Mettiamoci anche la bacchettata che il consigliere federale Ueli Maurer, parlando di accordo quadro, ha riservato ai suoi: siamo diventati pigri, non si può dire sempre no, bisogna anche proporre, ha dichiarato. Un quadro non proprio roseo che però non sembra preoccupare eccessivamente i democentristi nostrani.
"L'UDC deve fare la politica che ha sempre fatto, dunque quello che è la politica estera, i rapporti con l'UE, l'accordo quadro, ma deve anche occuparsi del territorio. - spiega Piero Marchesi, presidente Udc - Il nostro partito ha un'origine agraria, soprattutto in Svizzera interna i contadini sono una componente importantissima in questo partito. Chi meglio dei contadini può dire come gestire ambiente e territorio? Chiaro, a fronte di una situazione che sembrerebbe spingere verso una maggiore attenzione verso la protezione dell'ambiente, non bisogna concentrarsi in questa direzione ma essere coerenti seppure affrontando il tema".
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