
Sono 17 gli indagati dell'inchiesta "Hydra", condotta dalla Guardia di finanza di Roma e culminata ieri mattina con l'esecuzione di sei ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone sospettate di legami con la 'ndrangheta.
Ai sospettati vengono contestati i reati di usura, abusiva attività finanziaria, intestazione fittizia di beni e riciclaggio di denaro di provenienza illecita, aggravati dalle modalità mafiose. Il tutto ruoterebbe attorno all'imprenditore calabrese Ferruccio Bevilacqua. L'uomo, secondo le autorità, avrebbe esercitato "l'attività di usuraio, cominciando ad investire i proventi illeciti e acquisendo – tramite prestanome – importanti e note strutture societarie nel campo della ristorazione nonché immobili in Italia e all'estero".
All'estero, la lista dei sequestri operati è lunga. Oltre a ville e numerosi beni negli Stati Uniti, la rete dei prestanome è talmente ampia da coinvolgere anche il Ticino. Tre società chiassesi, operanti nel settore immobiliare e del commercio, sarebbero infatti finite nel mirino delle indagini. In una di esse operava il figlio di Ferruccio, Renato Bevilacqua, che secondo il registro di commercio sarebbe domiciliato a Seseglio.
Le autorità federali, contattate dal Corriere del Ticino, hanno dichiarato di essere all'oscuro del caso.
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