
Sulla logistica sarà inchiesta. “Al fine di accertare fatti e responsabilità il Consiglio di Stato ha disposto l’avvio di una procedura amministrativa”. L’annuncio arriva direttamente dal Governo che carta e penna alla mano ha risposto alla commissione del personale. E lo fa pubblicamente. E in fin dei conti pubblica questa vicenda lo è stata fin dall’inizio. Dal 27 agosto quando in una fotocopiatrice era stato dimenticato un documento che valutava il personale suddividendolo in ragazzi difficili, punti interrogativi, fondisti e campioni. Un documento che aveva immediatamente scatenato un putiferio. Risponde pubblicamente come gli aveva chiesto la Commissione del personale, anche se secondo l’Esecutivo l’ampia divulgazione dei fatti ai media non ha certo giovato al clima in seno alla sezione. ”Esprimiamo il nostro rammarico per quanto accaduto”, si legge nella missiva. Tuttavia il Governo non rinuncia a mettere i puntini sulle i: nessuna violazione dell’articolo 14 sulla protezione dei dati, tanto per cominciare: non è applicabile ai dati elaborati dall’amministrazione cantonale. “Il documento”, puntualizza il Governo “è un disegno in estrema sintesi, un modo per riassumere in un’unica pagina ragionamenti avvenuti tra direzione e divisione”. La base insomma per futuri colloqui individuali. Non un incarto personale come invece temevano i dipendenti.
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