
Sezione della logistica: "È vero, non abbiamo trovato la classica pistola fumante, ma una miriade di scelte e processi inadeguati, oltre che onerosi." A poco meno di un anno dall'istituzione della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla sezione finita nell'occhio del ciclone dopo il caso Chit, in Gran Consiglio, oggi, è stata la giornata in cui, i commissari hanno fatto il punto della situazione. Insomma, un'informazione sull'andamento dei lavori. Me se un anno fa la bufera scoppiata aveva portato alla rimozione del capodivisione Massimo Martignoni e alla sospensione di un funzionario, quello che è emerso in questi mesi non sconfina in gravi irregolarità. Si potrebbe più che altro parlare di procedure non ottimali e mal funzionamenti, preventivi perennemente sforati e difficoltà di comunicazione tra committenza e direzione dei lavori. Abitudini radicate nel tempo. Palazzo delle Orsoline può essere l'emblema di quanto, nella sezione, non funziona. Lavori che non finiscono mai oltre a norme di sicurezza decisamente carenti. Proprio nel luogo simbolo delle istituzioni, ha fatto presente Carlo Luigi Caimi. E a proposito di istituzioni, i commissari hanno sottolineato una scarsa collaborazione da parte del Consiglio di Stato: difficoltà nell'ottenere informazioni e, citiamo, cocciutaggine nel non voler entrare in materia sulle proposte fatte dalla commissione. Ad ogni buon conto, uno dei punti più critici all'interno della sezione della logistica, dopo le modalità con le quali è organizzato il lavoro, sembra essere il clima respirato dai dipendenti. "È sbagliato credere che la persona giusta a capo della divisione risolverebbe ogni problema", ha dichiarato Caimi: "L'uomo della provvidenza non esiste". Che tradotto significa: non tutte le responsabilità erano di dell'ex capodivisione. Massimo Martignoni capro espiatorio?ClaRo
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