
La prova che a segnalare Sergio Savoia in Magistratura è stato il presidente della commissione d’inchiesta sulla Logistica Carlo Luigi Caimi, il coordinatore dei Verdi l’ha pubblicata sul suo profilo Facebook. Al centro della segnalazione, come si legge nel documento inviato al procuratore generale John Noseda, due interviste: una rilasciata da Savoia il 15 maggio alla Regione, la seconda lo stesso giorno ai microfoni di TeleTicino. “Nonostante l’impegno a mantenere il segreto d’ufficio sulle attività commissionali Savoia – scrive Caimi – con grave danno alle attività di indagine in corso e senza chiedere alcuna autorizzazione alla commissione ha rilasciato le due dichiarazioni.” Intanto la pubblicazione della lettera sul profilo Facebook del coordinatore dei Verdi ha scatenato una ridda di commenti. Tra questi anche quello di Daniele Pronzini al centro dell’inchiesta penale. “Fare il martire non serve a nulla, e nessuno ti compatisce scrive l’ex funzionario” “hai voluto fare il brillante sfruttando il mezzo sbagliato, ora è giusto che paghi”. Post al quale immediatamente Sergio Savoia ha replicato: “Pronzini il fatto che tu intervenga a difesa di Caimi, la dice proprio lunga”. Intanto sul tema la bagarre politica è scoppiata. “Carlo Luigi Caimi ha fatto il suo dovere. Non c’è nessun elemento per allontanarlo dalla Commissione d’inchiesta sulla Logistica.” Il presidente del PPD Giovanni Jelmini prende le difese di Caimi, finito al centro delle polemiche per aver segnalato al Ministero Pubblico l’ex collega di commissione Sergio Savoia per violazione del segreto d’ufficio. La conferma che sia stato Caimi a segnalare Sergio Savoia è giunta ieri dallo stesso coordinatore dei Verdi sentito dal procuratore pubblico Andrea Pagani. Una conferma che di fatto ha acceso la miccia a quelle polemiche che per settimane hanno covato nei corridoi di Palazzo.Polemiche che secondo Jelmini però andrebbero ricalibrate: “Rimettiamo il campanile al centro del villaggio” dice il presidente PPD che aggiunge: “Si sta puntando il dito contro chi ha fatto la segnalazione, dimenticandosi di chi è stato segnalato. Non vorrei – conclude Jelmini - che tutto questo polverone distolga l’attenzione dal vero fatto grave: la possibile fuga di notizie da una commissione così delicata e importante.”Slittamento di polemica costruito ad arte? Non proprio, commenta il presidente UDC Gabriele Pinoja. “La questione è un'altra: ovvero il fatto che Caimi, in qualità di presidente, ha fatto la segnalazione senza avvertire i membri della commissione. Fatto che ha minato un principio fondamentale, quello della collegialità. Nei prossimi giorni - conclude Pinoja - valuteremo se lasciare la commissione”. La Lega intanto non perde tempo e chiede le dimissioni di Caimi: “Se ne deve andare, per salvare quel poco di credibilità che rimane alla commissione. Inammissibile, aggiunge il coordinatore Attilio Bignasca, che Caimi abbia utilizzato per la segnalazione in Procura la carta intestata della commissione. E non sarebbe la prima volta, aggiunge Bignasca. Per i dettagli rimanda al Mattino di domani."Basta polemiche, commenta il presidente del PLR Rocco Cattaneo. La classe politica deve tornare ad occuparsi di veri problemi". Come membro della commissione d’inchiesta, il presidente del PS Saverio Lurati si attiene al segreto d’ufficio. Per lui, intanto, è un secco “No comment”.
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