
Molte perplessità sono state esposte, lunedì sera durante la seduta di Consiglio comunale a Lodrino, in merito al previsto insediamento di un grosso gruppo industriale italiano, la Carlo Nobili Spa.
Il 27 gennaio scorso l'assemblea patriziale aveva dato il via libera al diritto di superficie per la costruzione di un capannone. Lunedì anche il Legislativo ha dato la sua approvazione all'arrivo della ditta che produce rubinetteria, ma solo dopo un vivace dibattito.
Il Corriere del Ticino parla di diversi consiglieri comunali preoccupati. Lorenzo Thoma (PPD) ha affermato di temere un errore pianificatorio come ne sono già stati commessi in altre realtà regionali ed ha chiesto al Municipio di analizzare la domanda di costruzione in maniera approfondita, valutando in particolare l'impatto fonico, le ricadute finanziarie sul Comune e l'assunzione di personale locale.
Il capogruppo socialista Celestino Falconi vede dal canto suo di buon occhio l'arrivo di questa ditta, a condizione che venga rispettato il Contratto collettivo di lavoro. "Questo arrivo rappresenterà un esercizio utile per confrontarsi con nuove realtà economiche che si affacciano sul nostro territorio" ha dichiarato.
Un altro consigliere comunale PPD, Elvio Bernardi, che è pure presidente del Patriziato proprietario del terreno, ha invece sottolineato i vantaggi dell'operazione: i rumori saranno praticamente nulli, a suo dire, il traffico limitato a un camion ogni due settimane, quattro unità lavorative verranno pescate tra la manodopera locale e il Comune incasserà almeno 100'000 franchi annui di imposte.
Infine il sindaco Carmelo Mazza ha voluto rassicurare i consiglieri comunali scettici, ricordando che l'Esecutivo vaglierà la domanda di costruzione tenendo conto dei criteri che sempre vengono considerati nel caso di attività che possono generare conflitti.
Dopo il lungo dibattito sulla ditta di Novara, il Legislativo ha approvato il preventivo 2014, che prevede un disavanzo di 34mila franchi e un moltiplicatore confermato al 95%. Preoccupazioni sono state espresse per la crisi finanziaria che attanaglia la Città di Lugano, principale contribuente del fondo di livellamento cantonale, di cui Lodrino beneficia quest'anno con 1,4 milioni di franchi.
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