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"L’odio non è un’opinione"
"L’odio non è un’opinione"
"L’odio non è un’opinione"
Redazione
7 anni fa
Il comitato "Sì alla protezione dall'odio" risponde al comitato referendario contro l'ampliamento della norma penale contro le discriminazioni LGBTI+

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Comitato "Sì alla protezione dall'odio", in risposta al comitato referendario che è contrario all'ampliamento della norma penale contro le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale:

"Alla conferenza stampa odierna il comitato referendario contro l’ampliamento della norma penale contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale ha presentato i suoi argomenti. Odio e discriminazioni devono continuare a restare impuniti. L’organizzazione svizzera dei gay PinkCross e delle lesbiche LOS, così come l’associazione della Svizzera italiana Imbarco Immediato, sono compatti con i loro migliaia di associati a favore di questa modifica legislativa, per una protezione necessaria dall’odio e dalle discriminazioni.Il comitato referendario, composto da piccoli partiti dell’estrema destra, reputa che la protezione dall’odio e dalle discriminazioni per persone lesbiche, gay e bisessuali non sia necessaria. L’argomento principale portato dai contrari alla modifica legislativa del codice penale è la libertà d’espressione: una protezione dall’odio e dalle discriminazioni sarebbe lesiva della libertà d’espressione e una forma di censura.

Il comitato «Sì alla protezione dall’odio”, che si batte per l’ampliamento della norma penale contro il razzismo, è scioccato da questa argomentazione: “La libertà di espressione viene usata come scusa per attaccare la dignità umana di minoranze della nostra società, dimenticandosi che l’odio e le discriminazioni non sono un’opinione” spiega Joana Bienert, co-coordinatrice di Imbarco Immediato.

Inoltre questa modifica legislativa per la protezione dall’odio non è un “diritto à la carte” per persone lesbiche, gay e bisessuali come argomentato dai contrari, ma una modifica urgente e necessaria, come mostrano anche le ricorrenti notizie mediatiche su casi di discriminazioni. Anche il Consiglio federale e la maggioranza del Parlamento concordano sulla necessità di questa protezione dall’odio. Laura Riget, coordinatrice della campagna “Sì alla protezione dall’odio” per la Svizzera italiana, aggiunge: “Le Helpline LGBT+ ricevono ogni settimana chiamate che denunciano attacchi omofobi e discriminazioni, ma attualmente le persone lesbiche, gay e bisessuali sono esposte a questo odio senza alcuna protezione. Con l’ampliamento della norma penale contro il razzismo possiamo cambiare ciò e fare un importante passo verso la parità” ".

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