
Secondo l’OCST la SUPSI, pur restando una delle eccellenze del Canton Ticino, fatica a creare un dialogo costruttivo con i suoi oltre 1’000 collaboratori e collaboratrici, che lamentano una mancanza “di sensibilità all’ascolto e la volontà di creare un ambiente confortevole”. In una lettera rivolta alla scuola, il sindacato propone dunque, al di là della creazione di una Sezione di Gestione delle Risorse Umane, l’inizio di una collaborazione per la creazione di un contratto collettivo di lavoro “che possa rappresentare il primo segno di un rinnovato spirito di gestione e sviluppo dei propri talenti”.
Da noi contattato, il Segretario regionale del luganese per l’OCST Lorenzo Jelmini, ci ha confermato che il personale chiede più dialogo con la SUPSI, segnalando inoltre la mancanza di un’evoluzione degli stipendi del personale docente, che a differenza di quello amministrativo non è tutelato da un contratto collettivo, oltre a un’assenza di possibilità di avanzamento di carriera. Jelmini domanda dunque l’apertura di un dialogo per arrivare a una soluzione vantaggiosa per tutte le parti, valorizzando così “l’enorme qualità del capitale umano impiegato”.
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