
"È una notizia-shock. La Clinica Luganese è cresciuta molto in questi anni e ha acquisito una posizione importante nel sistema ospedaliero cantonale. È un punto di riferimento per molti pazienti."
L’OCST è molto preoccupata dalla notizia della vendita dell'istituto di cura luganese e non lo nasconde. "L’operazione di vendita della clinica - scrivono dal sindacato - può avere conseguenze gravi a molti livelli e l’impostazione di gestione della nuova proprietà è determinante."
Il sindacato ha immediatamente inviato una lettera al Consiglio di amministrazione e alla Direzione per chiedere un incontro. "Siamo ovviamente preoccupati - prosegue la nota - per gli oltre 500 posti di lavoro in clinica e per le condizioni di lavoro del personale, ma temiamo anche che servizi e competenze professionali acquisite in anni di sviluppo della clinica possano disperdersi. Sarebbe una perdita per tutto il Ticino!"
Secondo il sindacato esiste inoltre il rischio legato alla concentrazione in poche mani del settore delle cliniche private ticinesi, un brutto segnale alla vigilia del dibattito parlamentare sulla nuova pianificazione ospedaliera.
"Vediamo insomma numerose incognite delle quali l’attuale proprietaria non può non tener conto per il bene pubblico. La Clinica di Moncucco è un’istituzione sanitaria non profit. Un passaggio che consegni la clinica a un’istituzione a scopo di lucro non potrebbe che accentuare il discrimine nel nostro sistema di cura acuta tra chi persegue il fine di massimizzare gli utili e chi non distribuisce dividendi agli azionisti, preoccupandosi di reinvestire nello sviluppo della propria clinica" conclude il comunicato.
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