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Ticino
L’OCST conferma l’adesione allo sciopero del 29 febbraio
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
Per il sindacato è giusto continuare la mobilitazione è giusto continuare con la mobilitazione, che ha lo scopo di coinvolgere tutti i settori colpiti dai tagli e che vuole consentire a ognuno di esprimersi nella forma che ritiene più adeguata.

Gli associati OCST del settore pubblico si sono espressi complessivamente in favore dello sciopero del 29 febbraio, con delle differenziazioni all’interno dei differenti ambiti. Coloro che lavorano nelle scuole e presso l’Ospedale sociopsichiatrico cantonale hanno deciso a grande maggioranza di voler mantenere lo sciopero. A loro si affiancheranno i lavoratori del sociosanitario e socioeducativo. I dipendenti dell’amministrazione e i funzionari di polizia, che riconoscono lo sforzo fatto dal Governo, hanno invece deciso di voler manifestare il proprio dissenso mantenendo la mobilitazione generale, ma sospendendo lo sciopero.

La scelta

Alla luce della consultazione, OCST ha quindi deciso di mantenere la giornata di mobilitazione generale sostenendo tutti i lavoratori che vorranno esprimersi nella forma dello sciopero.

Le decisioni della politica

Ricordiamo che, in seguito alle due manifestazioni sindacali svoltesi a Bellinzona, il Parlamento ha approvato il messaggio sulle misure di risparmio, respingendo il taglio del 2% dei salari sopra i 60'000 franchi, confermando il mancato riconoscimento del rincaro ed introducendo la non sostituzione del personale partente nella misura del 20%. Nei giorni seguenti il Governo ha nuovamente incontrato i sindacati formulando una proposta che è da ritenersi definitiva e non rinegoziabile: indennità una tantum di fr. 400 e 2,5 giorni di vacanza aggiuntivi sul calendario 2024.

“Un’ulteriore indebolimento del servizio pubblico”

A fronte di tale posizione, i lavoratori dell’Ospedale sociopsichiatrico cantonale e della scuola non ritengono soddisfacente la soluzione proposta, “che non riconosce il mantenimento del potere d’acquisto e non tiene conto delle situazioni specifiche delle diverse professioni”, si legge in un comunicato. Inoltre, considerano che la decisione di non sostituire il 20% dei partenti nei settori pubblici non sottoposti a PPA “equivale a un’ulteriore azione di indebolimento del servizio pubblico, lesiva delle condizioni di lavoro del personale e che non consente una presa a carico adeguata delle fasce più fragili della popolazione”. Pertanto, i dipendenti dell’Ospedale sociopsichiatrico cantonale e della scuola hanno chiesto a OCST di mantenere lo sciopero.

“Accresciute disparità di trattamento nel settore pubblico”

Il resto dei dipendenti del settore pubblico ha confermato di voler manifestare per esprimere dissenso per quanto accaduto e preoccupazione per quello che si prospetta con il preventivo nel 2025. A questi si affiancano gli operatori dei settori sociosanitario e socioeducativo. Essi “sono i grandi dimenticati dalle discussioni parlamentari e dal Consiglio di Stato”. I tagli decisi “hanno infatti privato le istituzioni in questione delle risorse necessarie per concedere il rincaro, se non addirittura ridotto la massa salariale, accrescendo la disparità di trattamento nel settore pubblico”. La riduzione del finanziamento e il prelievo dei fondi, “indebolirà pericolosamente l’erogazione di prestazioni e comporterà un peggioramento della qualità dei servizi”.

“Dipendenti: costo o risorsa?”

Per tutti questi motivi, per OCST è giusto continuare con la mobilitazione, che ha lo scopo di coinvolgere tutti i settori colpiti dai tagli e che vuole consentire a ognuno di esprimersi nella forma che ritiene più adeguata. La domanda che verrà posta a gran voce dai manifestanti e dagli scioperanti “è se il Consiglio di Stato ritiene i propri dipendenti un costo o una risorsa”. Inoltre “vogliamo che, nel suo ruolo di datore di lavoro e finanziatore, lo Stato definisca con chiarezza la sua politica del personale, smettendo di imporre misure di risparmio che colpiscono ingiustamente le lavoratrici e i lavoratori”. Ecco il senso del tema della mobilitazione: “Basta con la liquidazione totale del servizio pubblico!”

Lo sciopero

Il 29 febbraio Piazza Governo sarà animata a partire dalle 16 per accogliere i lavoratori che avranno sospeso la loro attività professionale. Alle 17 è previsto un corteo che partirà dalla Stazione.

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