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Cinema
Locarno79, «Un programma che riflette le inquietudini del mondo»
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 ore fa
Si alza il sipario sulla 79esima edizione del Locarno Film Festival - Che programma dobbiamo aspettarci? Lo abbiamo chiesto al direttore artistico Giona A. Nazzaro - Marina Carobbio Guscetti: «Una possibilità per riflettere su quello che sta succedendo e dare spazio a chi non ha voce»

Instabilità internazionale, famiglia e corpo. È su questi tre binari tematici che viaggia la 79esima edizione del Locarno Film Festival. Una kermesse che prende il via proprio oggi e animerà Locarno fino al 15 agosto. «Il programma di quest'anno è attraversato da una serie di tematiche che riflettono le inquietudini del tempo che ci troviamo a vivere», spiega a Ticinonews il direttore artistico Giona A. Nazzaro, riferendosi «a questa situazione dove ogni mattina ci alziamo e la prima cosa che facciamo è leggere notizie relative ai conflitti in atto in moltissimi posti del mondo».

I tre elementi

La reazione «che abbiamo colto nei film è quella di una riflessione su come questi elementi si riflettono all'interno delle comunità, della società, su come l'idea stessa di patto sociale viene investita da questi timori e da queste preoccupazioni». Di conseguenza, aggiunge, «abbiamo film su società che subiscono delle pressioni o delle minacce, sia internamente che dall'esterno. Pressioni che in altri film vengono rielaborate all'interno del nucleo familiare. Un altro elemento, infine, riguarda la preoccupazione relativa al corpo, cioè cosa accade ai nostri corpi quando l'idea di comunità inizia a essere erosa». Mentre per quanto riguarda questa edizione, l'auspicio è che «sia all'insegna del divertimento, del piacere e della scoperta».

«Dare spazio a chi non ha voce»

Il cinema, così come il Festival di Locarno, «danno la possibilità di vedere anche realtà al di fuori dei nostri confini, di riflettere su quello che sta succedendo e quindi di dare anche spazio a chi non ha voce o a chi si impegna per diminuire i conflitti, per lottare per la pace e combattere le sofferenze degli altri. Quindi penso che sia anche un'opportunità, oltre per vedere film di qualità, di riflettere su quello che accade qui e fuori», spiega Marina Carobbio Guscetti, presidente del Consiglio di Stato e direttrice del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS). «Il festival e la cultura in generale», aggiunge, «sono settori importanti per lo sviluppo del nostro cantone, per farci conoscere ciò che c'è fuori dai nostri confini. C'è inoltre l'impatto economico, con tante persone che lavorano per un festival come questo e per la cultura in generale. Il Consiglio di Stato e il Gran Consiglio hanno riconosciuto l'importanza di questo Film Festival».

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