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Ticino
Locarno, una lapide per la "desertificazione culturale"
Redazione
12 anni fa
La curiosa iniziativa è stata promossa da "Fantasma di Lokarno Autogestita". La consegna al municipale Scherrer

Ieri sabato 15 novembre 2014 alle ore 16 in una Locarno allagata una delegazione del Fantasma di Lokarno Autogestita ha rimesso nelle mani del Capodicastero cultura del Municipio di Locarno Alain Scherrer una lapide di ringraziamento in granito per “10 anni di desertificazione culturale”.

Nell'occasione è stata chiesta la tempestiva messa a disposizione a scopi sociali e culturali di spazi nel dismesso, e desolatamente vuoto, comparto Casa d’Italia. Nel quadro di un più ampio discorso urbanistico, si tratta altresì di evitare che le case cadano in rovina e la zona diventi oggetto di speculazione. Nella motivazione per la consegna della lapide, il Fantasma ha evocato la vicenda che ha portato Lokarno Autogestita 10 anni or sono all’occupazione dell’ex-Macello.

“Dopo 10 anni, rieccoci qui a prendere acqua. 10 anni fa, all’Ex-Macello abbiamo realizzato un piccolo sogno. Senza chiedere niente a nessuno, né aiuti né soldi, abbiamo elaborato un progetto di autogestione, di attività culturali, di attività sociali e abbiamo incominciato a realizzarlo. Volevamo ridare vita a uno stabile in disuso e metterlo a disposizione della collettività. I cancelli erano aperti a tutti. Tenevamo i locali, che erano diventati un deposito di rifiuti, e l’esterno, puliti e in ordine. Volevamo avviare un programma occupazionale per la sistemazione del posto. C’era un ingegnere che aveva già progettato un laboratorio per pannelli solari. Stavamo allestendo locali di prova per gruppi musicali. Imparavamo a decidere in assemblea nel rispetto delle opinioni di tutti. Non siamo di quelli che dicono “A Locarno non c’è mai niente” e poi stanno a girare i pollici al bar. Ci siamo dati da fare. Per tutta risposta ci hanno prima tolto la luce e poi l’acqua. Incuranti dei rischi d’infezione, perché le celle frigorifere delle carcasse di animali morti si sgelavano. Incuranti dell’igiene e della sicurezza. Poi ci hanno mandato la polizia. Tanta polizia. Noi, perché non vestiamo i panni che vogliono cucirci addosso, abbiamo lasciato l’area senza opporre resistenza. Alla fine hanno chiuso le entrate con enormi blocchi di granito, il tutto per lasciare gli spazi desolatamente vuoti. Nel frattempo, vogliamo ringraziare il Comune per tutto quanto è stato fatto e sarà fatto in futuro per dare Locarno sempre più in pasto agli avvoltoi con la consegna di una lapide di granito che evoca i macigni di granito posati alle entrate dell’ex-Macello.”

Il Municipale ha assicurato che rimetterà la lapide nelle mani del Municipio.

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