
Sono ben 15 i consiglieri comunali, capitanati da Simone Romeo (PC), che hanno sottoscritto un'interpellanza inviata al Municipio di Locarno per dire basta ai divieti alla musica nella regione.
"Il Ticino è terra di musica e Locarno, dal punto di vista teorico, non fa eccezione" si legge nel testo.
Sono infatti diverse le band locali (stimabili in un centinaio) e musicisti internazionali, sottolineano i firmatari, che propongono il loro repertorio di tutti i generi e gusti. Per non parlare poi della scuola popolare di musica attiva da ben 33 anni che sforna talenti musicali. E ogni anno gli Open Air della regione, "purtroppo in diminuzione a causa delle normative restrittive", ricevono molte richieste di band che desiderano esibirsi. Anche i bar della città non fanno eccezione, ma purtroppo, ribadiscono i 15 consiglieri comunali, "si trovano costretti a limitare l’offerta a causa della miope normativa locarnese che impone un limite massimo di dodici concerti l’anno, distanziati di almeno 15 giorni l’uno dall’altro".
"Poco, Pochissimo", sottolineano ancora gli interpellanti. "Sono troppi gli ostacoli che i gestori degli esercizi pubblici, che si impegnano per fornire un'offerta musicale al territorio, incontrano nel proporre concerti e eventi musicali".
"Una città che si propone spesso, sulla carta, come polo culturale, non può limitare la proprio offerta musicale in questo modo" continuano i firmatari. "Le proposte si limitano infatti a singole manifestazioni non orientate prettamente alla musica in sé (pensiamo alla notte bianca, al Festival del film, dove oltre alla cinematografia vengono proposti diversi momenti di musica che creano un clima unico in città), o a Moon and Stars, che propone concerti con artisti di calibro internazionale a prezzi però elevati non accessibili a tutti. Rimangono infine qualche concerto sporadico al Fevi o manifestazione isolata".
"La musica che fa aggregazione", aggiungono, "che permette alle persone di condividere momenti di socializzazione unici dove conoscersi e divertirsi, è soprattutto quella “di nicchia”, quella dei bar, quella che permette a band locali e non, giovani e non di farsi conoscere e divertire il pubblico. La musica che permette l’inclusione di tutti i cittadini e di vivere esperienze comuni, permettendo processi di inclusione sociale che dovrebbero essere cari a chi governa questa città, spesso preoccupato proprio dei problemi di disgregazione sociale e marginalizzazione".
Pertanto i consiglieri comunali (Sabrina Ballabio Morinini (PS), Rosanna Camponovo (PS), Daniele Laganara (PS), Piergiorgio Mellini (PS), Pietro Snider (PS-Ind.), Paolo Tremante (PS), Manuela Boffa (Verdi), Francesca Machado (Verdi), Pierluigi Zanchi (Verdi), Simone Merlini (PLR), Mauro Silacci (PLR), Bruno Buzzini (Lega), Omar Caldara (Lega), Lorenza Pedrazzini (PPD), e Simone Romeo (PC) chiedono al Municipio:
"Ritiene importante valorizzare il patrimonio musicale della nostra regione per ampliare l’offerta culturale della città? Vi è l’intenzione di favorire i giovani musicisti nell’esibirsi live negli esercizi della città? Non ritiene che la popolazione di Locarno abbia il diritto di godere di più eventi musicali all’anno? Non ritiene che dare agli esercizi pubblici la possibilità di organizzare più manifestazioni possa essere un positivo fattore di aggregazione sociale? Non ritiene che riducendo e limitando gli spazi di offerta musicale, si abbiano ricadute negative sull’aggregato economico prodotto dagli esercizi pubblici? Ritiene importante che il tessuto locarnese proponga un’offerta variata nel campo musicale, anche come vettore per favorire il turismo e le occasioni di svago per chi soggiorna sul suolo cittadino o nella regione?
"Da ultimo, ovviamente non per importanza, non ritiene il Municipio di dover stralciare, dall’ordinanza municipale sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione la seguente norma: “Il Municipio può rilasciare un massimo di 12 autorizzazioni annuali per esercizio; tra un evento e l’altro deve di regola intercorrere un periodo di almeno 15 giorni?"
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

