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Locarno, "Si rimetta la bandiera del Consiglio d’Europa"
Locarno, "Si rimetta la bandiera del Consiglio d’Europa"
Locarno, "Si rimetta la bandiera del Consiglio d’Europa"
Redazione
8 anni fa
Attraverso una mozione il gruppo PS e cofirmatari chiedono al Municipio di ritornare sulla propria decisione

Nel giorno della ricorrenza della fondazione del Consiglio d’Europa (5 maggio 1949), Pier Mellini, il gruppo PS e cofirmatari, inoltrano una mozione che chiede al Municipio di Locarno di ritornare sulla decisione di non esporre la bandiera europea in occasione di questo anniversario "che nulla ha a che vedere con la comunità europea che si festeggia il 9 maggio".

Riportiamo di seguito il testo integrale:  

"Il 4 maggio 2016, molto probabilmente con una certa leggerezza, a maggioranza, il Municipio adottava quasi di nascosto una risoluzione per abolire l’esposizione della bandiera Del Consiglio d’Europa in occasione del Giorno dell’Europa celebrato il 5 maggio. La motivazione addotta per questa decisione è che l’esposizione della bandiera con le 12 stelle gialle a cinque punte disposte in cerchio in campo azzurro potrebbe generare confusione tra i cittadini a causa del fatto che rappresenta due istituzioni distinte".

"Questa bandiera è stata in effetti originariamente adottata l’8 dicembre 1955 dal Consiglio d’Europa, di cui la Svizzera fa parte dal 1963; successivamente, però, la stessa bandiera è stata adottata anche dall’Unione Europea, che con il Consiglio d’Europa nulla ha a che fare e di cui la Svizzera non fa invece parte. A causa di questo doppio significato, presumiamo per evitare qualsiasi ambiguità o interpretazione errata da parte del cittadino, alla maggioranza del Municipio è parso opportuno decidere di non più esporla in occasione del Giorno dell’Europa, ricorrenza dell’istituzione del Consiglio d’Europa".

"Considerato che l’esposizione della suddetta bandiera nella nostra Città si limita però al Giorno dell’Europa, il 5 maggio appunto, riteniamo che tale ambiguità non sussista realmente: è evidente che l’esposizione di quella bandiera, quel giorno e in quel contesto, è un atto simbolico che fa riferimento al Consiglio d’Europa e i valori ad esso connessi, e non all’UE".

"Riteniamo pertanto che, per quanto riguarda il 5 maggio, la scelta di non esporre la bandiera del Consiglio d’Europa sia impropria e diseducativa, preferendo non onorare un’istituzione di cui il nostro Paese fa parte già a partire dall’inizio degli anni ’60 e gli importanti princìpi che questa rappresenta pur di non rischiare di sollevare eventuali lamentele in materia di storia e di civica e preferendo cedere a questa misconoscenza piuttosto che prendere una decisione che potrebbe invece contribuire a educare i cittadini ai valori e a una coscienza storica degni di essere richiamati all’attenzione".

"Il Consiglio d’Europa è un’organizzazione internazionale istituita con il Trattato di Londra e sottoscritto da dieci Paesi fondatori: Belgio, Danimarca, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia il 5 maggio del 1949, pochi anni dopo la fine della seconda guerra mondiale con lo scopo di portare un messaggio di pace e di prosperità, promuovere l’identità culturale europea ed evitare il ripetersi delle conseguenze nefaste prodotte dai totalitarismi e dalle guerre d’inizio secolo nel Vecchio continente consolidando la democrazia, garantendo a tutte le persone presenti sul nostro continente le loro libertà fondamentali, promovendo e tutelando i diritti umani e difendendo la giustizia e lo Stato di diritto. Scusateci tanto, ma questo vi par poco?"

"Sin dal 1964, ogni 5 maggio si festeggia appunto il “Giorno dell’Europa”, ricorrenza del Consiglio d’Europa. Questo non ha nulla a che fare con il “Giorno europeo” o “festa dell’Europa” del 9 maggio, che ricorda invece il discorso tenuto a Parigi da Robert Schuman sul piano di cooperazione economica del 1950, che sancì di fatto la nascita della comunità europea, la vecchia CEE divenuta poi CE e UE. Il Consiglio d’Europa non è un organismo dell’UE, così come la CEDU non è l’autorità giudiziaria dell’UE: le due istituzioni e le due ricorrenze sono pertanto chiaramente distinte".

"Che poi la bandiera del Consiglio d‘Europa sia uguale a quella successivamente adottata dall’Unione europea ha poca importanza, anzi potrebbe proprio rappresentare un elemento di conoscenza storica anche per il così detto “uomo della strada”. D’altronde, vi sono perfino dei Paesi che hanno bandiere praticamente indistinguibili tra loro: ad esempio il Chad e la Romania, l’Indonesia e il Principato di Monaco e anche se esiste la possibilità che qualcuno possa interpretare queste bandiere come rappresentative di entrambe Paesi, ciò non impedisce a questi di esporre con orgoglio la propria bandiera".

"Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro, (…)Sono questi i primi versi dell’ode manzoniana “Il 5 maggio”, scritta in occasione della morte di Napoleone, esule all’isola di Sant’Elena. A lui dobbiamo l’esistenza del nostro Cantone con l’atto di Mediazione del 19 febbraio 1803, che fece della Svizzera una Confederazione di 19 Cantoni autonomi. Questo per dire che dobbiamo l’esistenza del nostro Cantone a un europeo e non per nulla sembra che i colori della bandiera ticinese siano derivati dallo stemma di Parigi. Ma dobbiamo molto all’Europa non solo dal punto di vista storico: anche sotto il profilo culturale, filosofico e spirituale".

"Un’iniziativa simile per l’abolizione dell’esposizione della bandiera del Consiglio d’Europa era stata presentata recentemente in Gran Consiglio e sonoramente bocciata dalla maggioranza dei deputati che, in quell’occasione, si sono dimostrati ben più aperti e lungimiranti rispetto alla maggioranza del nostro Municipio. Purtroppo questa decisione non fa che confermare come a Locarno, inspiegabilmente, si fa sempre più strada un’aria di chiusura che sembra aver contagiato anche parecchi rappresentanti dei partiti di centro".

"È triste che quanto accaduto avvenga proprio nella città che ha rappresentato per molti l’“Esprit de Locarno”, la svolta fra gli anni di guerra in Europa e gli anni di pace. È triste che quanto accaduto avvenga nella stessa città dell’accoglienza e che dal 5 al 16 ottobre 1925 ospitò la Conferenza della Pace che portò all’elaborazione di convenzioni e degli Accordi di Locarno firmati a Londra il 1 dicembre dello stesso anno, noti nel loro complesso come Patto di Locarno, con cui i rappresentanti dei governi europei di Germania, Belgio, Francia, Gran Bretagna, Italia, Polonia e Cecoslovacchia – tra cui Aristide Briand, Gustav Stresemann e Austen Chamberlain, premi Nobel per la Pace proprio in quanto co-ideatori dei Trattati di Locarno – si impegnavano a cercare un comune accordo e i mezzi per preservare le loro nazioni dalla guerra e provvedere al regolamento pacifico di eventuali controversie che avrebbero potuto sorgere tra di loro".

"Inoltre non si dimentichi che Locarno ha ospitato la Conferenza della Pace e che con il relativo Patto di Locarno i rappresentanti dei governi di Germania, Belgio, Francia, Gran Bretagna, Italia, Polonia e Cecoslovacchia che si impegnavano a cercare un comune accordo e i mezzi per preservare le loro nazioni dalla guerra e provvedere al regolamento pacifico di eventuali controversie che dovessero sorgere tra di loro. Ma anche al di là della storia, è triste che quanto accaduto avvenga in una Locarno che ancora oggi è una città europea che ospita sul proprio territorio manifestazioni di grande richiamo per citarne una Locarno Festival".

"Ebbene, non si dovrebbe dimenticare come Locarno, città votata al turismo, deve gran parte del suo indotto economico proprio grazie alla presenza di ospiti stranieri, la maggioranza dei quali provenienti proprio da nazioni europee: nel 2015 con il 19% di pernottamenti in albergo e con il 25% nei campeggi e case di vacanza".

Alla luce di quanto sopra esposto si chiede al Municipio:

- Di esporre la bandiera del Consiglio d’Europa tutti gli anni nel giorno dell’Europa, il 5 maggio.

I firmatari: Pier Mellini, Sabina Snozzi Groisman, Rosanna Camponovo, Fabrizio Sirica, Pietro Snider, Sabrina Ballabio Morinini, Francesca Machado (I Verdi), Pierre Zanchi (I Verdi), Nicola Pini (PLR), Orlando Bianchetti (PLR)

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