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La polemica
Locarno, «Serve una base legale per vietare gli alcolici nelle aree pubbliche più problematiche»
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
2 ore fa
Il consigliere comunale Simone Merlini (PLR) presenta un'interpellanza al Municipio: nel mirino i Giardini Rusca e la zona del Castello Visconteo. «Una semplice ordinanza non basta», sostiene.

«Occorre una base legale comunale chiara che consenta, in presenza di motivi oggettivi e documentati, di introdurre divieti mirati di consumo di bevande alcoliche nei parchi, nei giardini pubblici o in altre aree sensibili della Città». È questa la richiesta avanzata dal consigliere comunale PLR Simone Merlini, che ha presentato un'interpellanza al Municipio di Locarno chiedendo di valutare una modifica del regolamento comunale. Merlini ricorda come la Città abbia già tentato in passato di vietare il consumo di alcol in alcune aree considerate sensibili, in particolare ai Giardini Rusca e nei pressi del Castello Visconteo. «Il precedente locarnese ha dimostrato che una semplice ordinanza municipale non basta quando si intende limitare in modo generale un comportamento individuale negli spazi pubblici, come il consumo di alcolici, senza una chiara base legale formale a livello regolamentare», scrive il consigliere.

«Disagio, degrado, insicurezza»

Secondo l'esponente liberale radicale, la questione è tornata d'attualità alla luce delle recenti segnalazioni di «disagio, degrado, insicurezza, consumo di sostanze stupefacenti e disturbo della quiete pubblica» in alcune zone centrali della città, tra cui ancora una volta i Giardini Rusca e l'area del Castello Visconteo. Per questo motivo invita il Municipio a chiarire se intenda «promuovere un adeguamento delle norme comunali, così da disporre in futuro di una base legale solida, proporzionata e difendibile» per introdurre, quando necessario, divieti mirati di consumo di bevande alcoliche in aree pubbliche delimitate e adeguatamente segnalate.

Le domande al Municipio

Nell'interpellanza vengono poste dieci domande all'Esecutivo. Tra queste, Merlini chiede se il Municipio confermi che il precedente divieto fu annullato dal Consiglio di Stato per l'insufficienza della base legale, se ritenga ancora presenti problemi di ordine pubblico nelle aree interessate e se disponga di dati della Polizia comunale, segnalazioni dei residenti o altri elementi oggettivi che giustifichino eventuali provvedimenti. Il consigliere domanda inoltre se il Municipio sia intenzionato a sottoporre al Consiglio comunale una modifica del regolamento o un regolamento speciale di polizia, se abbia già avviato contatti con la Sezione degli enti locali o con il Consiglio di Stato e se ritenga opportuno affiancare eventuali divieti con una maggiore presenza della polizia di prossimità, controlli mirati, mediazione sociale, migliore illuminazione e manutenzione delle aree interessate. Tra i quesiti figura anche la possibilità di riutilizzare la segnaletica impiegata in passato e quella di adottare, in presenza di un pericolo grave e immediato, misure temporanee in attesa dell'approvazione delle necessarie modifiche regolamentari.

«Evitare di spostare semplicemente il problema»

Nella parte finale dell'interpellanza, Merlini propone anche un approccio coordinato con i Comuni vicini. A suo avviso, «appare opportuno che il Municipio valuti la possibilità di promuovere, d'intesa con i Comuni viciniori e con le competenti autorità di polizia, una riflessione su misure coordinate a scala regionale, al fine di evitare che eventuali provvedimenti adottati sul territorio cittadino producano un semplice spostamento dei punti critici verso aree limitrofe del comprensorio». Secondo il consigliere PLR, una simile impostazione sarebbe «più rispettosa del principio di legalità e più coerente con quanto emerso dal precedente giudizio cantonale, evitando il rischio di adottare nuovamente misure difficilmente sostenibili sul piano giuridico».

Le 10 domande

Nell'interpellanza si chiede quindi concretamente:

1. Se conferma che il precedente divieto di consumo di bevande alcoliche in alcune aree pubbliche cittadine è stato allora annullato per insufficienza della base legale formale.

2. Se il Municipio ritiene tuttora sussistenti, in particolare ai Giardini Rusca e/o nell’area adiacente al Castello Visconteo, problematiche di ordine pubblico, degrado, schiamazzi, abbandono di rifiuti o altri disagi che potrebbero giustificare misure mirate.

3. Se il Municipio dispone di dati statistici, rapporti della Polizia comunale relativo ad Interventi, segnalazioni dei residenti, fruitori dei paesaggi storici o altri elementi oggettivi che documentino la necessità di provvedimenti specifici in tali aree.

4. Se il Municipio intende sottoporre al Consiglio comunale una modifica del regolamento comunale, oppure un regolamento speciale di polizia, che preveda in modo esplicito la possibilità di vietare, in casi circoscritti, il consumo di bevande alcoliche in aree pubbliche delimitate mediante apposita segnaletica.

5. Se, a giudizio del Municipio, una simile base legale dovrebbe essere limitata a casi puntuali, temporalmente delimitati e giustificati da esigenze concrete di ordine, tranquillità, igiene e sicurezza pubblica, nel rispetto del principio di proporzionalità.

6. Se il Municipio ha già avviato o intende avviare un confronto con la Sezione degli enti locali o con il Consiglio di Stato per verificare quale formulazione regolamentare possa permettere di superare le criticità emerse nel precedente caso locarnese.

7. Se il Municipio ritiene opportuno accompagnare eventuali futuri divieti con misure complementari, quali maggior presenza di polizia di prossimità, eventuali agenti di sicurezza privati e controlli mirati, mediazione sociale, migliore illuminazione, pulizia e manutenzione delle aree interessate.

8. Se la relativa segnaletica già utilizzata in passato per indicare il divieto di consumo di bevande alcoliche in determinate aree pubbliche sia ancora disponibile e riutilizzabile.

9. Se il Municipio sia in grado di indicare, oltre alla ricorrente pressione stagionale, elementi di fatto recenti, concreti e non altrimenti gestibili con gli strumenti ordinari di polizia (ad esempio episodi specifici di violenza, aggressione o grave turbativa verificatisi nelle ultime settimane) tali da configurare, secondo i criteri elaborati dal Tribunale federale (cfr. DTF 147 I 161 consid. 5.1; DTF 100 Ia 144 consid. 4), un pericolo grave, immediato e non altrimenti evitabile per beni giuridici fondamentali; e se, in tale ipotesi, ritenga ipotizzabile adottare in via interinale e per un periodo strettamente limitato l’apposizione della segnaletica in parola, in attesa che il Consiglio comunale possa deliberare sulle necessarie modifiche regolamentari definitive.

10. Entro quali tempi il Municipio ritiene eventualmente possibile presentare al legislativo comunale una proposta normativa concreta.