
È inizia l’ottava edizione di Locarno on Ice, inaugurata ufficialmente ieri dal sindaco Carla Speziali. La manifestazione rimarrà aperta fino al 6 gennaio, tutti i giorni dalle dieci del mattino fino a mezzanotte per la pista e fino alla una di notte per i bar. Attorno alla manifestazione si erano sviluppate polemiche sull’apertura prolungata degli orari dei negozi, in particolar modo quelli di Piazza Grande, Largo Zorzi, Via Ramogna e Città Vecchia (per saperne di più leggi i correlati). Ora la Scia, la società commercianti industriali e artigiani del Locarnese, risponde alle preoccupazioni dei lavoratori che, insieme al sindacato Unia, avevano intimato la società a ritirare il ricorso per l'apertura prolungata dei negozi. "I firmatari della missiva possono dormire sonni tranquilli" scrive la società nella nota, nonostante il ricorso nel frattempo sia stato inoltrato. "Visti i prevedibili tempi tecnici", continua, "difficilmente un suo eventuale accoglimento avrà un effetto concreto per questa edizione”. La società vuole comunque precisare i contenuti del suo ricorso per evitare possibili fraintendimenti con i dipendenti dei commerci locarnesi. La Scia specifica che “ha chiesto il diritto e non l’obbligo di tenere aperti i negozi”. La decisione spetterebbe dunque ai commercianti se cogliere l’opportunità. Secondariamente, spiega ancora l’associazione, non tutti i commerci impiegano del personale. “Non si vede quindi perché impedire a chi vuole intraprendere in proprio di poterlo fare, e ciò possibilmente nei momenti più propizi”. Infine, sottolinea ancora, l’orario di lavoro non è da confondere con quello di apertura dei negozi. “La legge federale sul lavoro, oltre a vietare di principio il lavoro notturno e quello festivo, pone, indipendentemente dagli orari di apertura dei negozi, un limite massimo di 45 ore di lavoro settimanali” si legge nella nota. Il collaboratore a tempo pieno sarebbe “casomai confrontato con un temporaneo adeguamento della propria griglia oraria, operazione che necessità comunque la sua consultazione e l’eventuale lavoro straordinario e serale dopo le 20, in ogni caso limitato per legge, dovrà essere compensato oppure remunerato con un supplemento del 25%”. L'iniziativa della società, conclude dunque nella nota, “non vuole introdurre lo stacanovismo e pregiudicare la qualità di vita dei collaboratori e dei loro famigliari; è semmai volta a creare opportunità di occupazione, e quindi di reddito, soprattutto a chi, senza volerlo, è impiegato solo a tempo parziale oppure a chi è malauguratamente disoccupato”.
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