
La decisione di Locarno on Ice di non riproporre più la manifestazione in Piazza Grande dopo 18 anni sembra aver gelato il Municipio, informato ieri sera dall'Associazione organizzatrice. "Il dispiacere è enorme", ha spiegato a Ticinonews il sindaco Alain Scherrer. "È chiaro che siamo in difficoltà, ma la volontà è quella di reagire subito malgrado i tempi siano stretti per quest'anno. Le alternative potrebbero esserci, nel senso che un gruppo di esercenti e commercianti della Piazza avevano già ventilato una possibile soluzione. Stiamo aspettando un approfondimento inerente questa proposta, così come di altre iniziative che possano prevedere delle animazioni sul ghiaccio o collaterali, sempre tenuto conto che vorremmo permettere ai domiciliati di entrare gratuitamente. Dovrà comunque essere un'iniziativa privata perché come Città non abbiamo la struttura e la possibilità di organizzarla", ha aggiunto Scherrer.
Il ringraziamento del sindaco
"Un ringraziamento va fatto agli organizzatori che per 18 anni hanno portato un'atmosfera magica in Piazza Grande, offrendo a cittadini e turisti un luogo di intrattenimento e socializzazione per tutte le età. Si sono assunti un rischio imprenditoriale per tutto questo tempo perché la Città non ha mai messo a disposizione -tranne all'inizio- un contributo finanziario, ma concedeva il suolo pubblico in cambio dell'entrata gratuita per i domiciliati", ha continuato il sindaco.
"Le critiche hanno portato all'addio"
Per il sindaco ad avere portato l'Associazione Locarno on Ice a prendere questa decisione sono state anche le diverse critiche. "È come avere un cubo di ghiaccio che subisce tutta una serie di colpettini. Alla fine questi lo sgretolano", ha detto. "Si deve pensare che manifestazioni di questo genere portano tanta gioia a molte persone, ma anche qualche inconveniente. Se insistiamo sempre e solo sugli aspetti negativi che i grandi eventi possono portare, finiamo per perdere qualcosa di importante. È evidente che le critiche da parte degli operatori commerciali, degli esercenti e anche di qualche rappresentante istituzionale abbiano influito sulla decisione presa dall'Associazione".
"Le critiche hanno avuto il loro peso"
Su quest'ultimo punto Samantha Bourgoin, fondatrice e membro del comitato organizzatore dell'evento, a Ticinonews ha spiegato che "sicuramente le critiche hanno giocato un ruolo, ma non sono le uniche. Forse ad essere mancato è il fatto che spesso siamo stati confusi con le istituzioni, ma noi eravamo una manifestazione privata che si è assunta un rischio finanziario e doveva pagare le proprie fatture. Certe scelte vengono anche dettate dal fatto di dover far fronte a questo sforzo economico. Credo però che il fatto di essere così coinvolgenti e di aver condiviso le nostre scelte e proposte ci abbia fatto confondere con le istituzioni".
"È mancato l'entusiasmo"
C'è anche un altro fattore che ha giocato un ruolo importante nella scelta di non riproporre più l'evento. "A maggio ci siamo incontrati chiedendoci cosa fare dopo 18 anni, una pandemia e una crisi energetica. Abbiamo iniziato a discuterne con la Città e affrontato tutti i problemi che erano sul tavolo. Ci siamo però accorti che era venuto meno l'entusiasmo ed è questo ad averci guidato per tutto questo tempo, permettendoci di essere vincenti e di entusiasmare persone, partner e sport. Il rischio finanziario di una manifestazione privata è importante e senza l'entusiasmo non si riescono ad affrontare e risolvere i problemi", ha sottolineato Bourgoin.

