
Il divieto di fumo non smette mai di far discutere. O meglio le sue conseguenze sui vari spazi che ne sono toccati. Il fatto di cronaca questa volta è legato alla richiesta di un locale fumatori per gli ospiti e i dipendenti della casa anziani San Carlo di Locarno. Richiesta giunta tempo fa sul tavolo del Municipio. Ma da Palazzo Macacci è giunto un “niet”. A rivelare la vicenda, con relativi dettagli, il consigliere comunale della Lega dei ticinesi Silvano Bergonzoli. Bergonzoli ha scritto un interrogazione al Municipio per sapere le ragioni del rifiuto. Secondo il consigliere comunale “il fumo è uno dei pochi piaceri rimasti ad alcuni anziani E non è giusto mandarli a fumare fuori dalla struttura, specie durante l’inverno. Con il rischio poi che si ammalino”. Bergonzoli chiede poi all’esecutivo cittadino se corrisponde al vero che i costi dello spazio sarebbero stati finanziati per metà dal Cantone. Sempre il consigliere comunale sostiene di essere a conoscenza che il medico cantonale ha espresso preavviso favorevole alle richieste di alcune Case anziani ticinesi per la creazione di un locale fumatori, evidentemente rispettando le norme vigenti. Da fonti municipali si apprende che il “no” alla saletta si fonda sostanzialmente su due ragioni. La prima è l’esiguo numero di ospiti fumatori in relazione ai costi di realizzazione. La seconda, invece, è che la maggioranza degli istituti per anziani ticinesi non le realizza. AELLE
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