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Ticino
Locarno: "Ma quale vita notturna?"
Redazione
11 anni fa
Giovani socialisti e comunisti rispondono al PLR sulla nuova base legale per gli eventi: "Due pesi e due misure"

La Gioventù socialista e la Gioventù comunista rispondono a una nota inviata alla stampa del PLR di Locarno, nella quale si rallegrava della revisione del piano regolatore, approvato dal Municipio, che permetterà di dare una base legale agli eventi.

"Di che vita nottura stanno parlando?" si chiedono le due sezioni giovanili. "L'effetto di questa revisione gioverà unicamente ai grandi eventi".

Nonostante siane apprezzate e portino elevati introiti alla città e ai suoi esercenti, sottolineano i giovani socialisti e comunisti, queste grandi manifestazioni vanno a beneficio soprattutto dei turisti: "Per i giovani residenti i prezzi dei concerti, così come quelli delle bibite e alcune norme restrittive (vedi il divieto di accedere alla pista di Locarno on Ice durante capodanno per i minorenni), possono rappresentare un fattore di esclusione sociale".

I giovani socialisti e i giovani comunisti entrano poi nel merito delle responsabilità del PLR: "A Locarno vige un’ordinanza (promossa, sostenuta e attualmente difesa dai liberali) che limita a 12 i permessi che un esercizio pubblico può ottenere per fare musica durante tutto l’anno, e tra un concerto e l’altro devono passare almeno 15 giorni. Una norma restrittiva, che penalizza soprattutto i giovani artisti locali. Ma non basta, ottenere questi permessi molto spesso diventa difficile, poiché sono alquanto scrupolosi nell’osservanza delle norme. Rispondendo ad un’interrogazione del giovane comunista Simone Romeo intitolata “basta divieti alla musica” (co-firmata e ben 14 consiglieri comunali appartenenti a tutti i partiti) il municipale liberale sottolinea come “l’esame delle richieste di autorizzazione deve considerare aspetti legati alle normative di protezione dei rumori, di rispetto della quiete notturna, di salvaguardia del diritto al riposo”. Ma come? Fino a ieri Moon&Stars non aveva una base legale, ma nonostante ciò si teneva regolarmente. Per queste grandi manifestazioni la salvaguardia del riposo dei cittadini non vale? Non vige l’assurda regola dei 15 giorni di distanza tra un concerto e l’altro?"

Secondo Gioventù socialista e Gioventù comunista l'impressione è che il PLR utilizzi due pesi e due misure: "Se si tratta di un evento con grande riscontro finanziario sono giustamente flessibili nell’applicazione della legge e concedono deroghe, mentre se a chiedere possibilità di aggregazione a basso costo sono esercenti, o giovani residenti, allora diventano rigidi e scrupolosi, imponendo ordinanze limitanti, per non dire repressive! È una questione di sensibilità. Da un lato, per fare un esempio, la sensibilità dell’ex sindaco PLR Carla Speziali: che in qualità di membro del CDA dell’ente turistico ha un occhio di riguardo per le grandi manifestazioni e per le finanze del Comune; dall’altro, il punto di vista di noi giovani (e non solo), che chiediamo il diritto di poterci incontrare, suonare ed ascoltare musica sul suolo cittadino. Il diritto di organizzare, prendere responsabilità ed essere sostenuti, non frenati, dalle istituzioni. La sensibilità di chi privilegia gli interessi economici dinanzi alla coesione sociale dei residenti della sua città. Il diritto di avere anche una nostra vita notturna".

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