
Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato nel maggio 2015 dal capogruppo socialista in Consiglio comunale a Locarno Pier Mellini contro la decisione del Legislativo di approvare il Regolamento sulle prestazioni contrattuali con i gestori delle reti di approvigionamento elettrico.
Il Governo ha infatti ritenuto che la tassa sull'illuminazione pubblica prevista dal regolamento "disattende i principi del diritto federale, con particolare riferimento a quelli di causalità ed equivalenza, e come tale non può essere tutelata."
"Non sussiste un nesso causale tra il consumo di energia elettrica da parte dei cittadini nei nuclei domestici o nelle aziende e il costo dell'illuminazione pubblica e del relativo utilizzo" si legge nella risoluzione del Governo, secondo cui "i costi derivanti da una prestazione generale (illuminazione pubblica) di competenze dell'ente pubblico devono essere finanziati tramite il gettito delle imposte comunali, così come avviene ad esempio per la pulizia e la manutenzione delle strade, rispettivamente per lo sgombero della neve, poiché il suo uso da parte del singolo non può essere quantificato e di conseguenza tassato in maniera causale."
Secondo il deputato PS Bruno Storni, la decisione del Governo di accogliere il ricorso di Mellini "avrà conseguenze in tutto il Cantone, in quanto molti Comuni erano in attesa dell'esito del ricorso."
"Ora" afferma Storni su La Regione, "spero che i Comuni che l'hanno adottata (come Ascona, Tenero-Contra o Gambarogno) la abbandonino senza ulteriori discussioni."
La tassa avrebbe garantito alla Città di Locarno entrate annue per circa 560mila franchi.
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